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Luminarium degli svedesi Tape è un bellissimo disco, una cosa in mezzo all’elettronica, l’ambient e il jazz. Un album strumentale. Siamo abituati a considerare questo genere di dischi un po’ ostici , adatti solo ad orecchie educate a questo e gli apprezzamenti vengono solo dopo ripetuti ascolti. Invece per Luminarium non è così tanto che appena s’infila il cd nel lettore, Beam, il brano d’apertura, ti prende sin dalle prime note. Beam suscita in me le immagini di un mondo tridimensionale, è come “guardare” gli abissi o un acquario dove si rimane incantati da una grossa ed elegante manta nel suo lento fluire e poi a profondità diverse o più avanti e più indietro succedono molte altre cose più veloci e a ritmi diversi, bollicine che salgono dal basso, o fauna minore che guizza in tutte le direzioni. La stessa cosa la provo di fronte a certi quadri di Klee dove sono presenti più piani e un certo ritmo carpito dalla musica. Assolutamente eccezionale è l’uso non ritmico della batteria.
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