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Ancora i sogni e i paesaggi sconfinati dei Port Royal, una delle migliori band italiane (di sempre). Il tocco magico e le emozioni suscitate dall’ascolto della loro musica sono una costante sin dai primi lavori del gruppo. Il mezzo è un’elettronica spesso oscura o evocativa fatta di cambi ritmici, incursioni techno-ballabili, liquide malinconie, melodie eteree, voci fuori campo. A tre anni di distanza da Afraid To Dance (ne abbiamo già scritto qui) il nuovo album Dying in Time conferma la qualità di un suono uscito da tempo dai confini nazionali. Difficile scegliere un pezzo, consiglio Exhausted Muse\Europe, 9 minuti di pace squassata da cupe accelerazioni ritmiche sintetiche. Se preferite qualcosa di più danzereccio potete ascoltarvi Nights in Kiev (lo trovate su MySpace).
Da ascoltare prima del sogno.
http://www.quellochesento.it/2007/10/paesaggi-spaesati/ http://www.myspace.com/uptheroyals http://www.port-royal.it/
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