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Le regole
Scritto da pim il 28 Feb 2010

Pesco ancora a piene mani dal grandissimo album dei Midlake The Courage of Others con un pezzo intitolato Rulers, ruling all things. Dopo Acts of Man ancora minuti evocativi ed emozionanti e ancora un grazie di cuore a palosham1, utente di Youtube che ha sovrapposto magnificamente le canzoni dei Midlake a frammenti di cinema. Questa è la volta del finale di Stalker (1979) film di fantascienza di Tarkovskij dove la bambina paralitica sposta i bicchieri del tavolo con il pensiero; quello sguardo, quegli occhi non si dimenticano.

Testo: http://www.songlyrics.com/midlake/rulers-ruling-all-things-lyrics/

http://it.wikipedia.org/wiki/Stalker
http://www.quellochesento.it/2010/02/sogno-di-un-uomo-parte-i/

Sofisticate calde soffici libranti morbidezze
Scritto da joe il 21 Feb 2010

Il vento freddo ha soffiato forte tutta la notte, ha portato qualche schizzo di pioggia misto a salsedine sui vetri. Ormai è quasi giorno e la sveglia, lo so, tra poco si metterà a urlare e “lì fuori fa freddo”. Indugio ancora un po’ sotto le calde coperte in questo mondo tutto mio. Sarò veramente io ancora per pochi minuti, con i miei pensieri, le persone, con tutto quello che mi è capitato; pochi minuti mi separano da un altro mondo più duro, spietato e grigio in cui stento a riconoscermi o semplicemente non c’è il tempo di pensarci. Accosto gli auricolari alle orecchie e scelgo per questa mia calda nuvoletta di piacere Heart skipped a beat.
Loro sono The XX, Londra o poco più a sud, registrano il loro primo album XX autoprodotto in uno scantinato di notte e quell’atmosfera entra prepotentemente nei brani, mi ricordano gli Stars e non solo per l’utilizzo di voci maschili e femminili dialoganti. Siamo in ambito indie-pop e The XX sono poco più che ragazzini ma hanno studiato musica e hanno preparato questo loro album di debutto con meticolosa cura messa a disposizione dello stile.

Please don’t say we’re done
When I’m not finished
I could give you so much
Make you feel, like never before
Welcome, they said welcome to the floor

It’s been a while
And you’ve found someone better
But I’ve been waiting too long to give this up
The more I see, I understand
But sometimes, I still need you

Sometimes, I still need you (2x)

I was struggling to get in
Left waiting outside your door
I was sure
You’d give me more

No need to come to me
When I can make it all the way to you
You made it clear
You weren’t near
Near enough to me

Heart skipped a beat
And when I caught it you were out of reach
But I’m sure, I’m sure
You’ve heard if before (2x)

Sogno di un uomo (parte I)
Scritto da pim il 14 Feb 2010

Guarda davanti e vede solo arbusti marroni e grigi, guarda indietro e vede un ragazzo con in bocca un flauto verde. Quanto le nostre azioni possono cambiare qualcosa, i colori delle nostre albe e dei nostri tramonti hanno un senso o sono scelti a caso?
Nella brughiera aspetterà finchè quei colori non cambieranno. Si guarda intorno, qualcuno lo sta osservando. Comincia a piovere. Finalmente. E’ solo acqua che scorre sugli occhi e bagna il terreno.
Ecco che qualcuno sta arrivando, è un vecchio amico, i due si guardano, poi si incamminano insieme senza dire una parola, come solo i vecchi amici sanno fare. All’orizzonte un uomo con una macchina fotografica sta scattando una foto in bianco e nero. Perchè in bianco e nero? Non ti piace così com’è? i colori non esistono e io sono il regista di questo sogno, voi non siete che attori, risponde l’uomo.
Ora vi prego di incamminarvi verso quella stazione laggiù in fondo dove tenterete di prendere un treno che perderete, ma non sarà un male perchè nel bar la barista vi confiderà che ha tre figli e che sa fare una straordinaria torta di mele. Poi vi sveglierete.

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Loro sono i texani Midlake e questo pezzo si chiama Acts of Man dal loro ultimo album The courage of others, un disco magico e onirico di cui parleremo ancora. La potete ascoltare qui sotto in versione solo audio o in un fantastico abbinamento con le immagini di Aurora (Sunrise) il capolavoro di Murnau del 1927 (http://en.wikipedia.org/wiki/Sunrise:_A_Song_of_Two_Humans, http://it.wikipedia.org/wiki/Aurora_%28film%29)

Collegamenti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Midlake
http://en.wikipedia.org/wiki/Midlake
http://midlake.net/

Sottrazione
Scritto da joe il 07 Feb 2010

KypMalone1 Certo ci vuole un bel coraggio ad intraprendere un progetto solista se si proviene da una delle band più apprezzate del momento. Kyp Malone, uno dei componenti più caratterizzanti dei TV on the Radio ha pubblicato recentemente un album a nome Rain Machine. E’ inevitabile purtroppo fare dei confronti ma se l’è cercata. Rain Machine è un percorso originale rispetto alla casa madre da cui si distanzia pur tuttavia mantenendo una certa assonanza. Un’operazione difficile ma tutto sommato riuscita. Dell’album non mi piace tutto e soprattutto, non mi piace quanto “Dear Science”, devo dire però che uno dei primi brani in scaletta “New last name” è bellissimo: Malone suona tutto da solo, da semplici legnetti che costituiscono per gran parte del pezzo l’unica percussione, alle due chitarre, una che gioca ad acchiapparello con la melodia e l’altra che si avvolge a spirale intorno alla prima con semplici arpeggi. Tutto ruota attorno alla sua incredibile voce nera e molto root, a quel modo quasi percussivo di cadenzare e di sottolineare le consonanti, ai suoi emozionanti falsetti.

Rain Machine e i TV on the radio sono simili ma opposti, sono come due facce di una stessa medaglia, negativo e positivo di una stessa immagine. In contrasto con ciò che avviene nei TV on the radio dove l’aggiunta di vari strati di suono costituisce la trama complessa delle loro canzoni riempendo di suoni tutto il tempo e lo spazio, in questa canzone si fa notare il lavoro di un sapiente Malone che ha saputo limare con attenzione e pazienza tutto il superfluo per fare emergere una bellezza pura ed essenziale.

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