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Festeggio anche io insieme a Pim e insieme a tutti voi i tre anni di quello che sento. Ormai questo bambino ha messo qualche dente e cammina sicuro sulle sue gambe. Probabilmente vi sembra che non ci sia stata un’evoluzione, che questo blog di recensioni musicali e pezzi di nostre emozioni sia sempre uguale. Ma a noi piace così, col suo andamento lento, cresce piano piano ad un ritmo conosciuto di un brano a settimana. Tutto ciò si oppone così tanto a tutto quello che ci circonda nel mondo, e soprattutto nel web. Avremmo potuto coinvolgere altre persone e fare molti più post a settimana. Non è escluso che non succeda in futuro: Chissà. Ma al momento QCS ci piace così: un oggetto pop ma che cerca per qualche minuto di tirare il freno a mano, vorrebbe indurre a soffermarsi e meravigliarsi per un attimo. Un tentativo, il nostro, disperato, di opporsi al turbinio dei link e dei saltelli da un tema all’altro, da uno stimolo all’altro, dall’ eccesso di offerta, come attualmente è caratterizzato il tempo che si trascorre abitualmente sul web. Un tentativo di rubarvi un attimo ma non per un ponte tra una cosa e l’altra, per un pensiero spezzettato ma per qualcosa di compiuto, di finito, che possiate ricordare in un altro momento e che si depositi negli anfratti della vostra anima. La canzone di questa settimana ha un andamento lento, sempre uguale. Dura poco più di due minuti, le parole sono semplici e fluiscono limpide e tristi offrono una piccola emozione chiusa. Il brano è Parlando di lei a te di Dente dall’album L’amore non è bello.
Spero che, anche se vistosamente in ritardo, accettiate comunque gli auguri di Buon Compleanno. In questi anni mi sono affacciata al vostro blog con lo stesso intento, vale a dire la cusiosità di scoprire che cosa avevate scovato nel vasto mondo dei tentativi musicali più o meno riusciti, ed ogni volta ho avuto la confema che nè l’oggetto nè il commento della vostra ricerca erano banali. Si nuota male controcorrente, male e faticosamente e spesso non si riceve approvazione. Ogni bella cosa all’inizio nasce con nobili intenti ma spesso non riesce a sopravvivere se non si adatta a certi “sistemi” che purtroppo ne alterano la forma e il sapore. Chi sono i veri artisti? Forse solo coloro che non vendono il loro lavoro a perscindere da qaunto in esso credono. Il rischio più grande in questi tempi, è diventare mercenari, suddividere le preoprie intuizioni ed emozioni in miriadi di piccoli pezzi e affittarle al migliore offerente.
Sempre molto difficile sapere che cosa succederà, come andrà a finire… Spero che conserviate la volontà di lasciare a questo spazio l’eleganza, la leggerezza e la determinazione che lo rendono solo ed inequivocabilmente…”Vosro”. A presto.
Grazissime Ginevra! Per gli auguri e per le tue parole: sempre incoraggianti. Non c’è un secondo fine in QCS, ci piacciono le canzoni e ci piace scriverne. Ci piace che qualcuno, anche casualmente, ci venga a leggere e apprezzi. Non c’è pericolo di diventare mercenari, siamo troppo piccoli. Ci guadagnamo da vivere con altre cose, molto diverse da QCS e anche questo per noi è importante: QCS è uno spazio di diversità, lontano da quello che ci occupa la mente per la maggior parte del tempo. Non so nenche io come andrà a finire ma per il momento continuiamo perché abbiamo bisogno di QCS e anche di voi. continua a seguirci, ti prego Ciao Joe
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