Calma e nervosismo. E’ difficile stare in equilibrio, cantare con un unico registro, arrivare in fondo sensa sussulti. Una ballata a metà tra Jethro Tull e Kate Bush ma con una sua drammatica, sotterranea originalità.
La cantante siede con la sua arpa davanti ad un gruppo di pochi spettatori ma è come se fosse in piedi da sempre. Il pianoforte entra prepontemente sui 4.00 senza essere stato chiamato, il pianista si scusa per l’intrusione. Le corde dell’arpa continuano ad essere pizzicate, il piano entra ancora ma la voce comanda.
Alti e bassi, discese e salite, acuti che prendono il volo, quasi fosse black music e invece siamo in un bosco medievale popolato di folletti, soldati innamorati, un’oscurità pronta a esplodere in un mondo di caos senza leggi.
La cantante non sa se urlare di rabbia o sussurrare, è in bilico. Gli spettatori ascoltano in silenzio e non capiscono il testo; lei accortasi di questo, li guarda e dice: “non cercate di capirmi, se siete qui è perchè non avete mai capito voi stessi”.
Joanna Newsom – Soft as Chalk (dal nuovo album triplo “Have One on Me“)
Il mio primo post su questo blog è stato 3 anni fa e scrissi proprio della bellissima Emily di Joanna Newsom
http://www.quellochesento.it/2007/02/le-onde-anomale-e-il-mare-calmo/