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«La musica “classica” mi fa furiosamente incazzare, la musica “contemporanea” mi innervosisce e dopo picchio i bambini che non ho, il jazz mi fa venire i brufoli, l’etno e il folk scatenano in me ondate di razzismo fanatico che Borghezio mi fa ridere, la musica leggera mi diverte una volta su un milione… Quando metto un disco nel lettore, è sempre un disco che puzza di elettricità, è più forte di me» Questa la dichiarazione di Giorgio Canali (ex CCCP, ex CSI, ex PGR, ex tutto e ora Rossofuoco) durante una pacata intervista del 2007. Prendete o lasciate, Signori. Questo è un Cantautore vecchio stile che dà lezioni a chi crede che per essere cantautori basta cantare “ti amo” su noiosi pezzi di due accordi in sola chitarra. E’ rottura come rottura (disperata, meravigliosa) è Luci della Centrale Elettrica (da lui prodotto), si respira aria di viaggio, di amore e di esercizi di stile che scorrono nelle vene in questo Messico senza le nuvole di Paolo Conte. E allora si ascolta e si riascolta e ci sorprende quando ripensa alle due o tre cose che lo fanno stare meglio: morirgli fra le labbra, un sorriso al risveglio. Giorgio Canali e Rossofuoco – Nuvole senza Messico (da Nostra Signora della Dinamite)
http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Canali
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