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Canzone della mancanza
Scritto da pim il 30 Mag 2009

Cosa ci manca? Attimi che avremmo voluto attraversare. Libertà e fantasia. Mai abbastanza. Tutti quei discorsi senza fine con la sigaretta accesa, quegli sguardi senza fine con gli occhi bene aperti. Cosa ci manca? un volto, un nome, luoghi della memoria, temporali estivi senza preavviso, Battisti, Mina.
Amore. Finisci per pensare sempre a quello.  Tra ridere e piangere non c’è differenza, tutto può ancora accadere, arrivare, mancare. Poi ti accorgi che quello che ti manca dovrai conquistartelo, solo così potrai dire di averlo perso per davvero.
Come scrisse il grande Scialoja “accanto alla fontana morrò sempre di sete”.

Baustelle ft. Valeria Golino – Piangi Roma

Assomigliare a lucertole nel sole
Scritto da joe il 24 Ago 2008

E’ il terzo brano da questo album di cui parlo a QCS. E’ un eccezione, lo so. E’ per comunicarvi ancora una volta dei tanti spunti di riflessione e di tanta gioia dell’anima che scaturisce dall’ascolto di Amen dei Baustelle. Album pervaso di una certa sacralità, sacralità che è particolarmente evidente nel nitido brano di commiato che si chiama, appunto, Andarsene così. Qui la sacralità si esplicita con una tensione all’estetica assoluta. Cosa evidentemente impossibile. Ma il sapore che rimane non è di frustrazione perché il suggerimento del collettivo toscano sembra essere quello di vivere tendendo a questa perfezione. Il gioco dovrebbe essere tutto lì.
Accipicchia non sempre è semplice farlo :-(
Le parole del brano sono scelte con cura estrema e la musica è un semplice crescendo in sintonia con queste. Anche questo è un volo , un distacco, ma un ‘”elvazione” non una fuga.
Così dovrebbero essere le canzoni, brevi e potenti, semplici e precise, che non gli cambieresti una virgola, emozionanti e illuminanti. Vorrei ascoltarne meno ma le vorrei tutte così.

La puoi ascoltare qui http://www.youtube.com/watch?v=eUBtB4k316A

Dal vivo, audio peggiore ma molto calore: http://www.youtube.com/watch?v=mSi09frH-uY

Inno
Scritto da joe il 11 Mag 2008
Documentarmi su questo brano è stato lungo e complicato. Sospettavo ci fosse dell’altro ma mi sono perso in rimandi infiniti, per questo forse è diventato ormai un inno, un po’ come quei film che diventano cult, che ti colpiscono perché sono belli poi rivedendoli più volte scopri moltissime altre cose. Così è stato anche per Charlie fa surf dei Baustelle, dal loro ultimo bellissimo album Amen. Charlie é uscito prima di Amen al fine di lanciare l’album, dunque è un vero singolo.

Charlie ha una bellisssima melodia, stranamente introdotta da un arpa che fa il verso alle chitarre in sospensione di pixiana memoria. Il ritornello è così accattivante che si fa cantare a squarciagola durante i loro concerti o nei momenti più impensati della giornata.

Il titolo di questa canzone è ispirato, a detta dello stesso Bianconi, cantante del gruppo, da una scultura di Maurizio Cattelan, lo stesso artista che ha esposto a Milano i bambini impiccati, che si chiama “Charlie don’t surf”: un bambino con una felpa e cappuccio, davanti ad un muro, o ad una finestra chiusa da una tenda, a seconda di dove viene esposto, seduto in un tipico banchetto di scuola. Già così sembra che sia in castigo: la sua testa isolata dal resto del mondo, al di là un mondo e i suoi surf di cui viene privato, Charlie ha le mani sul banco di scuola inchiodate con delle matite, e qui l’opera denuncia esplicitamente un’istituzione. L’immagine è violenta e sprazzi di violenza ci sono anche nel testo dei Baustelle. E’ un riferimento al mondo dell’adolescenza, cosparso di violenza, oggi come in passato (cfr. I giovani della Santanchè”). Tuttavia il pezzo Charlie dei Baustelle, come tutto il loro album, è intriso di ironia, a Charlie non gli è impedito di fare surf, ma Charlie fa surf, e nel loro video Charlie ha una faccettina proprio antipatica e supponente, si muove come si muovono le centinaia di gruppi che vede su YouTube o MySpace e si pettina come loro. Per scappare dalla monotonia della scuola o dalla chiesa, prende la paroxetina, la compra da una multinazionale farmaceutica, e forse è un riferimento ai comportamenti violenti, in questo caso, indotti. Insomma Charlie fa il surf ma lui rimane inchiodato perché il suo comportamento è comunque “omologato”. Nel fuggire, nel fare surf, viene irretito da qualcun altro che incentiva la sua trasgressione perché dal suo ribellarsi alle istituzioni ci guadagna.

Ma non disperate, lo stesso Amen è un buon antidoto a tutto ciò, da ascoltare ed esplorare con attenzione, come suggeriscono anche gli autori, con le cuffie e testi alla mano.

Sfiguratelo in volto con la mazza da golf. Alleluja, alleluja.”


per un approfondimento ulteriore sulle citazioni di “Charlie”

http://kromeblog.kromeboy.net/index.php/2008/02/19/charlie-il-surf-e-le-citazioni-artistiche/


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