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	<title>QuelloCheSento &#187; break beat</title>
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	<description>Le sconclusionate recensioni musicali di Joe e Pim</description>
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		<title>Roba seria</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 18:29:26 +0000</pubDate>
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Nelle serate dove non si respira e si cerca rifugio in quache posticino in riva al mare per fare quattro chacchiere con amici o conoscenti si finisce per parlare di musica e di musica bassa e di musica alta, del jazz che non ti piace perché non lo capisci e di tutte queste stronzate. Ma fa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!--CusAds2--><p><a href="http://www.quellochesento.it/wp-content/uploads/2009/08/ice-cubes.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-436" src="http://www.quellochesento.it/wp-content/uploads/2009/08/ice-cubes-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Nelle serate dove non si respira e si cerca rifugio in quache posticino in riva al mare per fare quattro chacchiere con amici o conoscenti si finisce per parlare di musica e di musica bassa e di musica alta, del jazz che non ti piace perché non lo capisci e di tutte queste stronzate. Ma fa troppo caldo per discuteree poi c&#8217;ho un groppo nello stomaco per i miei casini, preferisco tirare fuori il mio iPod pieno zeppo di cultura pop e confodere le idee con questo brano. Ibrido-Brivido caldo,caldo sudore come in Etiopia dove matrici jazz si mescolano con sinuose melodie arabe con il drum &#8216;n bass con l&#8217;afro-beat e il funk. <strong>Inspiration Information 3</strong> è un bel cd di <strong>Mulatu Astake and Heliocentrics</strong> nel quale si trova tutto questo. Dal CD scelgo <strong>Cha Cha</strong> particolarmente sensuale e accattivante ideale per queste temperature. Sorseggiamo ancora una bevanda gelata, tenendo il bicchiere tra le mani per cercare refrigerio e ogni tanto con queste ci tocchiamo la faccia o mettiamo direttamente il bicchiere sulla fronte. Ci attardiamo nonostante il sonno perché il ghiaccio non si è ancora del tutto sciolto e perché speriamo in una brezza della notte che porti via un po&#8217; di rabbia.  </p>
<p>La puoi ascoltare <a href="http://www.youtube.com/watch?v=FAX09zyurlM">qui</a></p>

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		<title>dark soul</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jul 2009 16:59:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>joe</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.quellochesento.it/wp-content/uploads/2009/07/tv_on_the_radio.jpg"></a><a href="http://www.quellochesento.it/wp-content/uploads/2009/07/tv_on_the_radio2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-424" src="http://www.quellochesento.it/wp-content/uploads/2009/07/tv_on_the_radio2-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a>Ho aspettato un po&#8217; a presentarvi l&#8217;album <strong>Dear Science</strong> dei <strong>TV on The Radio</strong> forse perché con le loro voci calde, con la loro natura soul, con quei ritmi solari mi sembra più adatto all&#8217;estate. E&#8217; un gran bel disco Dear Science ed è molto difficile scegliere un brano perché ce ne sono tanti che meritano. Molte canzoni di questo album hanno lo schema del crescendo che sfocia sempre in qualcosa di inaspettato. <strong>DLZ</strong> ha un bel ritmo break bit e incalza fino a raggiungere una notevole energia nel finale il tutto poi si smorza in un fischiettio e un mantra recitato da un coro di profeti. Ma la cilegina sulla torta sono quei la la la, che contrastano con tutto nella canzone eppure ci stanno bene. Il resto lo fanno dei sapienti inserti elettronici che si notano qui e lì e una grande melodia. Un testo oscuro, nel senso di dark e nel senso di non chiaro, come il titilo del brano. Comunque i temi sono un certo scetticismo nei confronti del progresso e di una scienza assogggettata ad interessi (il titolo dell&#8217;album è l&#8217;incipit di una lettera o più lettere alla scienza), la guerra, la morte, la fine.</p>
<p>La puoi ascoltare <a href="http://www.youtube.com/watch?v=4N31oFeinFY">qui</a></p>
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		<title>Epicentro</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Nov 2007 10:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>joe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ A chi ci dice che la maggior parte della musiche che proponiamo provengono dalla “periferia”, in senso più lato possibile, rispondo con questo mio “epicentro” che ci riporta nel fulcro di tanta musica di sempre. Finalmente parliamo di cose che nascono a Londra! Siamo in territorio Dubstep, il gruppo si chiama Vex’D (Jamie Teasdale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify"><a href="http://bp3.blogger.com/_RHkKLyf-5iw/Ry2gj-klfaI/AAAAAAAAADc/ZPeQ8B1IsmQ/s1600-h/Vex"><img style="float:left;margin:0 10px 10px 0;" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_RHkKLyf-5iw/Ry2gj-klfaI/AAAAAAAAADc/ZPeQ8B1IsmQ/s200/Vex%27D%27Angel.jpg" border="0" /></a> <span style="font-family:trebuchet ms;font-size:130%;">A chi ci dice che la maggior parte della musiche che proponiamo provengono dalla “periferia”, in senso più lato possibile, rispondo con questo mio “epicentro” che ci riporta nel fulcro di tanta musica di sempre. Finalmente parliamo di cose che nascono a Londra! Siamo in territorio </span><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Dubstep"><span style="font-family:trebuchet ms;font-size:130%;">Dubstep</span></a><span style="font-family:trebuchet ms;font-size:130%;">, il gruppo si chiama <strong><span style="color:rgb(51, 51, 255);">Vex’D</span></strong> (Jamie Teasdale, Roly Porter), l’album è <strong><span style="color:rgb(51, 51, 255);">Degenerate</span></strong> e il pezzo che mi piace di più è <strong><span style="color:rgb(51, 51, 255);">Angel </span></strong>. Il Dubstep è musica strumentale, che raccoglie i semini lanciati dalla scena Bristol Sound (vi ricordate Massive Attack &amp; Co. ?) una decina di anni fa o ancora prima dai Pop-Group. Diciamo che la nettezza e la potenza delle deflagrazioni sono quelle, i ritmi interrotti derivano da quello, la fusione della cultura bianca e nera, del dancefloor e dell’elettronica, sono quelle. Ma i suoni hanno percorso tempi e spazi, e sono andati in una certa direzione, si sono incupiti ancor di più assumendo una connotazione decisamente dark. I Vex’D aggiungono una coloritura industrial rispetto a nomi più famosi della stessa scena che me li fa preferire. </span></div>
<div align="justify"><span style="font-family:trebuchet ms;font-size:130%;">Ci sarà occasione di riparlare di Londra e ancora di semini lanciati dal dub che sono andati in tutt’altra direzione. Stay connected!</span> </div>
<div align="justify"> </div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"><span style="font-family:trebuchet ms;font-size:130%;">P. S. Fiery the angels (down) fell. Deep thunder rolled around their shores&#8230; burning with the fires of Orc. </span></div>
<div align="justify"><span style="font-family:trebuchet ms;font-size:130%;"></span></div>
<div align="justify"><span style="font-family:trebuchet ms;font-size:130%;"></span></div>
<div align="justify"><span style="font-family:Trebuchet MS;font-size:130%;">Sono le parole all&#8217;inizio di Angels e che ricorrono ogni tanto nel corso del brano. Sono un riferimento ( o un vero e proprio campionamento?) alle ultime parole di Roy in Blade Runner. </span></div>
<div align="justify">
</div>
<div align="justify"><a href="http://www.myspace.com/vexd">http://www.myspace.com/vexd</a></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"></div>
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