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Di Vex’d vi ho già parlato qualche anno fa in occasione del loro brano Angel con un post dal titolo Epicentro. Il duo, composto da Jamie Teasdale e Roly Porter praticamente si è dissolto ma ha lasciato un album postumo, Cloud seed, con i brani composti tra il 2006 e il 2007 ricco di spunti per andare oltre il Dubstep e vedere cosa succede e di cose ne succedono tante in questo album. I paesaggi sonori sono sempre le periferie urbane desolate, notturne e cupe che incutono angoscia o quasi terrore. Le influenze sono più ambient e industrial. Ritmi opprimenti, suoni netti con preziose sfumature. Un album sperimentale ricco di spunti che metterà a frutto qualcun altro o loro stessi con altri progetti differenti da Vex’d. Il brano più maturo, a mio parere, è Heart Space un dub classico dove il carattere di Vex’d si esprime nei dettagli.
Dopo un decennio circa, i nomi più importanti del Bristol Sound si sono rifatti vivi. Così anche Leila Arab in arte Leila, astro minore e un po’ tardivo del Trip Hop, ha fatto ritorno con l’album Blood, looms and blooms e questo appare più grande dei suoi inizi. Il beat interrotto di quell’epoca si riconosce solo a tratti, più evidenti sono le bizzarrie elettroniche lanciate in più direzioni o forse prelevate da più situazioni. Non a caso l’etichetta è la mitica Warp. Ma si sa qui parliamo di canzoni, e allora dallo scrigno scegliamo Daisies, cats and spacemen cantata dalla sorella di Leila, Roya. Del Trip Hop riconosciamo l’andamento sinuoso ed elegante come l’incedere di una pantera in una giungla di notte. Non so perché gli eccessi d’eleganza a me appaiono ridicoli, non so se riesco a comunicare questa mia particolare opinione estetica. Forse per questo mi piace questo pezzo, questo incedere è quasi impercettibilmente incidentato, ha qualcosa di strano, di meccanico, di non completamente naturale, forse a causa della folla di alieni oggetti sonori che vagano nel brano. Voglio attribuire a questo la volontà di non prendere troppo sul serio tutta questa eleganza, di aggiungere un pizzico d’ironia se non altro per renderla più credibile, o meno ridicola. La puoi ascoltare qui anche se il video non centra niente: http://video.google.it/videosearch?q=leila+daisies&hl=it&emb=0&aq=f#