»
S
I
D
E
B
A
R
«
Poesia inutile in forma di ghiaccio
Scritto da pim il 20 Dic 2009

Ghiaccio che l’ultima volta era più blu del solito. Ghiaccio come certi occhi visti sotto gli ombrelli. Ghiaccio come tutte le cose che potei dire e non dissi. Galleggia e si muove, galleggia e si muove. Sotto la pioggia d’oro del Mount Keinath trovai ciò che cercavo. Entra dentro, non lo togli, non basta più il Sole. Lo incontri di nuovo e sai che ti sta aspettando, il freddo è una sensazione, il bianco una forma del pensiero. Silenzio e deserto, cammina fino in fondo a questo sentiero, troverai ciò che cercavi.  Cammina fino in fondo al bianco, vedrai ciò che sentivi.

Aarktica – I am (The Ice) – (da In Sea)

Collegamenti
http://www.aarktica.net/
http://www.myspace.com/aarktica
http://en.wikipedia.org/wiki/Aarktica

Risonanza magnetica
Scritto da pim il 06 Dic 2009

Secondo album dell’attrice cantante Charlotte Gainsbourg, figlia di Serge e Jane. Dopo il bellissimo 5:55 di qualche anno fa, ecco IRM l’acronimo francese di MRI, la risonanza magnetica a cui la Gainsbourg si è sottoposta più volte negli ultimi tempi per una emorragia cerebrale dopo un incidente di sci acquatico.
Questa volta la musica (e l’impronta digitale) è di Beck. E si sente bene in Heaven Can Wait in cui i due duettano meravigliosamente in un video tutto da gustare diretto dal regista Keith Schofield. Gran bel pezzo.

Prima del sogno
Scritto da pim il 18 Ott 2009

portroyal2

Ancora i sogni e i paesaggi sconfinati dei Port Royal, una delle migliori band italiane (di sempre). Il tocco magico e le emozioni suscitate dall’ascolto della loro musica sono una costante sin dai primi lavori del gruppo.
Il mezzo è un’elettronica spesso oscura o evocativa fatta di cambi ritmici, incursioni techno-ballabili, liquide malinconie, melodie eteree, voci fuori campo.  A tre anni di distanza da Afraid To Dance (ne abbiamo già scritto qui) il nuovo album Dying in Time conferma la qualità di un suono uscito da tempo dai confini nazionali.
Difficile scegliere un pezzo, consiglio Exhausted Muse\Europe, 9 minuti di pace squassata da cupe accelerazioni ritmiche sintetiche.  Se preferite qualcosa di più danzereccio potete ascoltarvi Nights in Kiev (lo trovate su MySpace).

Da ascoltare prima del sogno.

http://www.quellochesento.it/2007/10/paesaggi-spaesati/
http://www.myspace.com/uptheroyals
http://www.port-royal.it/

Più incubi che sogni
Scritto da pim il 09 Ago 2009

Sempre più pinkfloydiani, sospesi in una piega del continuum spazio-temporale, fedeli al loro nome, gli AIR (Amour, Imagination, Rêve) rilasciano, a due anni da Pocket Symphony, il single Do The Joy, in attesa del nuovo album che uscirà in autunno.
A quasi quindici anni dal loro debutto la vena creativa del duo francese sembra non avere fine; un brano raffinato (quasi) strumentale con suoni distorti e una piacevole progressione armonica. Un autunno cupo, più incubi che sogni.

Divertimenti
Scritto da pim il 19 Apr 2009

E poi ti chiedi dove puoi ascoltare un pezzo come questo, forse una festa di compleanno, una mostra del tuo pittore preferito, un negozio di amici, in riva ad un fiume mentre fai footing.
Ti chiedi anche in che anno la stai ascoltando, venticinque anni fa, ora o tra venticinque anni. Ti chiedi che musica è, pop, elettronica, elettro-pop, electroclash o qualche altra diavoleria ma ti sei stufato e sai bene che l’essere sistematico non ti salverà.
Potresti averla sentita in Fino alla Fine del Mondo di Wenders, potresti raccontare le decine di volte in cui avresti voluto ascoltarla. Potresti averla consigliata a un tuo vecchio compagno di scuola tanti inverni fa.
Poi, tramortito dalle domande, decidi che non risponderai mai, che tutto resterà sospeso come questa melodia sfacciatamente artificiale dove entrano chissà come delle chitarre umane in forma di treno.

Fischerspooner - Door Train Home (album Entertainment)

La puoi ascoltare qui:
http://www.youtube.com/watch?gl=IT&v=1NUvnIRJEw0
Collegamenti:
http://www.fischerspooner.com/

Dalla Svezia con amore
Scritto da pim il 22 Mar 2009

Non canticchierete When I grow up sotto la doccia e non la ballerete alla festa di compleanno.
Fever Ray (Karin Dreijer Andersson), cantante dei The Knife al primo progetto solista, è una svedese dalla bellissima voce che non dispensa allegria. Il registro sembra quello classico del sound nordico, drammatico e cupo. Difficile non pensare a Bjork ma qui abbiamo importanti varianti: è una musica che “nasce” elettronica, avvolgente e sinuosa, una sensazione di dolcezza e armonia che ci porta fino in fondo, sorprendenti colpi di scena come le tastiere orientaleggianti e pillole di techno ben assestate. Una musica capace di emozionare e coinvolgere, una conferma che quello elettronico è ormai uno dei più attivi e virtuosi settori della scena attuale.

La puoi ascoltare qui
http://www.youtube.com/watch?v=4F-CpE73o2M
http://www.myspace.com/feverray

Collegamenti
http://feverray.com/
http://www.myspace.com/feverray

Le mie orecchie sono guardone
Scritto da joe il 20 Dic 2008

I Lullatone sono un duo, lui, Shawn James Seymour del Kentucky, lei, Yoshimi Tomida giapponese. Si sono conosciuti negli States quando lei era lì per studio alla stessa università di James. Si innamorarono e quando il permesso di soggiorno di Yoshimi scadde decisero di andare entrambi in Giappone dove presero a vivere in un piccolo appartamento. Lui componeva a tarda notte mentre lei dormiva, per fare in modo che lei non si svegliasse le melodie che venivano fuori erano molto simili a ninnananne, suonate con una varietà molto ampia di strumentazioni spesso del mondo infantile, o anche auto costruite. Yoshimi ha prestato la voce alle melodie e aggiunge delle percussioni. Il loro mondo è colorato, essenziale ed elegante. Vivono le loro sperimentazioni come un gioco. Vi propongo dal loro ultimo album la title-track Bedtime beat, dove addirittura si divertono a suonare l’acqua. Si sono sposati nel 2005

Segni
Scritto da pim il 02 Nov 2008

Due corvi su una vecchia quercia, uno per me e uno per te.
Non vedo che segni. Sempre e dappertutto. Lo xilofono fa il verso ad un carillon,  l’elettronica forma questo sound rilassato e senza forma, senza apparente obiettivo. L’ascolto è immateriale, gli strumenti e la voce sono sospesi in aria.
Qualcuno se ne è andato per sempre ma tornerà, vedo segni. Delicatamente, l’orchesta entra verso la fine, in ritardo. Un altro segno.
Canzone triste ma non disperata, Signs, dei Bloc Party al loro terzo e spiazzante album (Intimacy).

La puoi ascoltare qui
http://www.youtube.com/watch?v=yRxaez4Ttfc
Testo (e commenti sui significati…)
http://www.songmeanings.net/songs/view/3530822107858736916/
Collegamenti
http://it.wikipedia.org/wiki/Bloc_Party
http://www.blocparty.com/
http://www.myspace.com/blocparty

Incanto
Scritto da joe il 06 Ott 2008

Luminarium degli svedesi Tape è un bellissimo disco, una cosa in mezzo all’elettronica, l’ambient e il jazz. Un album strumentale. Siamo abituati a considerare questo genere di dischi un po’ ostici , adatti solo ad orecchie educate a questo e gli apprezzamenti vengono solo dopo ripetuti ascolti. Invece per Luminarium non è così tanto che appena s’infila il cd nel lettore, Beam, il brano d’apertura, ti prende sin dalle prime note. Beam suscita in me le immagini di un mondo tridimensionale, è come “guardare” gli abissi o un acquario dove si rimane incantati da una grossa ed elegante manta nel suo lento fluire e poi a profondità diverse o più avanti e più indietro succedono molte altre cose più veloci e a ritmi diversi, bollicine che salgono dal basso, o fauna minore che guizza in tutte le direzioni. La stessa cosa la provo di fronte a certi quadri di Klee dove sono presenti più piani e un certo ritmo carpito dalla musica. Assolutamente eccezionale è l’uso non ritmico della batteria.

Bizzarri oggetti sonori avvolgono una pantera nella notte
Scritto da joe il 02 Ott 2008

Dopo un decennio circa, i nomi più importanti del Bristol Sound si sono rifatti vivi. Così anche Leila Arab in arte Leila, astro minore e un po’ tardivo del Trip Hop, ha fatto ritorno con l’album Blood, looms and blooms e questo appare più grande dei suoi inizi. Il beat interrotto di quell’epoca si riconosce solo a tratti, più evidenti sono le bizzarrie elettroniche lanciate in più direzioni o forse prelevate da più situazioni. Non a caso l’etichetta è la mitica Warp. Ma si sa qui parliamo di canzoni, e allora dallo scrigno scegliamo Daisies, cats and spacemen cantata dalla sorella di Leila, Roya. Del Trip Hop riconosciamo l’andamento sinuoso ed elegante come l’incedere di una pantera in una giungla di notte. Non so perché gli eccessi d’eleganza a me appaiono ridicoli, non so se riesco a comunicare questa mia particolare opinione estetica. Forse per questo mi piace questo pezzo, questo incedere è quasi impercettibilmente incidentato, ha qualcosa di strano, di meccanico, di non completamente naturale, forse a causa della folla di alieni oggetti sonori che vagano nel brano. Voglio attribuire a questo la volontà di non prendere troppo sul serio tutta questa eleganza, di aggiungere un pizzico d’ironia se non altro per renderla più credibile, o meno ridicola.
La puoi ascoltare qui anche se il video non centra niente: http://video.google.it/videosearch?q=leila+daisies&hl=it&emb=0&aq=f#

»  Substance: WordPress   »  Style: Ahren Ahimsa
© QuelloCheSento - 2009