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boy was wrong
Scritto da joe il 24 Ago 2008
Celebriamo questo piacevole ritorno con una canzoncina semplice semplice: Boneless dei The Notwist che con il loro recente album The devil, you + me si sono rimessi in gioco. I componenti della formazione tedesca hanno lanciato i loro ultimi semini nel 2002 dopo di ché sono rimasti a guardare chi ha raccolto i loro frutti e ha riseminato e riseminato ancora. Tuttavia in questi 6 anni non sono mancati i progetti collaterali tra cui gli indimenticabili Lali Puna. Che dire di Boneless è quasi una happy rock song dall’aria scansonata, in un disco pregevole ma dai toni molto spesso più indie-malinconici rispetto a quanto ci avevano abituati i Notwist. Una breve melodia che ti rimane dentro e ti colpisce che trasmette perfettamente la sensazione di straniamento che a tutti capita almeno qualche volta, essere pesci fuor d’acqua, sbagliati, e avere voglia di andare via. Ma non mancano alcune raffinatezze sonore: la canzone nasce con semplice pianoforte e batteria ma si arricchisce via via in modo sempre più corale, nel crescendo finale un profluvio di suoni elettronici e reverse fanno morire il pezzo che poi risorge per un attimo.


www.notwist.com/
http://it.wikipedia.org/wiki/The_Notwist
la puoi ascoltare qui http://www.youtube.com/watch?v=o_PQx0WZmg4

In pista!
Scritto da pim il 02 Mar 2008

Signori in pista! Oltre la pellicola patinata da band di superfighe costruita a tavolino le Girls Aloud fanno un dance pop di qualità raro ai giorni nostri.
Call The Shots (da Tangled Up) è una macchina del tempo che vi farà tornare alla mente quei fumi e quegli odori da discoteca della domenica pomeriggio, se mai ve ne siete dimenticati.
Il ritornello invece non si dimentica e si continua a canticchiare per qualche tempo, costringendovi a ballare vostro malgrado.
Il volto di un sintetizzatore
Scritto da pim il 09 Dic 2007

Quando ascolto un pezzo di elettronica mi chiedo sempre quali volti possano avere i computer e i sintetizzatori che hanno generato quella musica.
Quelli dell’album Afterglow di Vector Lovers (pseudonimo dell’inglese
Martin Wheeler) devono avere un volto malinconico e romantico. Ogni tanto provano a tirar fuori un po’ di ritmo e ci riescono ma si vede che per motivi personali (anzi informatici) sono più inclini a melodie pensose e pensanti.
Tante ripetizioni e tante variazioni in Hush now dove ad un certo punto entra la voce di Wheeler e sorprende in un pezzo non umano. Una sintesi tra sonorità anni ottanta e musica di oggi, non banale e non comune.
Lo puoi ascoltare su:
http://www.myspace.com/vectorlovers
Altri link:
http://en.wikipedia.org/wiki/Vector_Lovers
http://www.vector-lovers.com/

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