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Glissato
Scritto da joe il 12 Giu 2010

GlissatoCosì Mucca, cioè So Cow, è un artista Irlandese che ama girovagare per le strade del mondo, ma ha messo la testa a posto (forse) e ha pubblicato recentemente un omonimo album nel quale ha infilato una serie di amabili brevi canzoncine. Tra queste 4 o 5 veramente buone.
Se prendete un po’ di folk, di Punk, di low-fi, di scanzonatezza, di Elvis Costello primissima maniera, di Billy Brag, miscelate il tutto, poppizzate per almeno 10 minuti, rivedete e correggete, aggiornandolo ai nostri giorni, ecco che otterrete SoCow.
Il brano iniziale, Casablanca, ha sicuramente il sapore di un singolo, lo potete trovare su YouTube facilmente. Purtroppo non sono riuscito a trovare invece il brevissimo brano che piace a me più di tutti gli altri, cantato in coreano: Ja Ju Ah Pa Yo. In questo brano c’è un sapientissimo uso del glissato che non è facile trovare in ambito pop. E’ un particolare effetto musicale che si può ottenere solo con alcuni strumenti musicali o con la voce. Praticamente il passaggio graduale da una nota ad un’altra. C’avete presente l’attacco con il clarinetto di Rhapsody in blue di Gershwin? Ecco quello è un glissato. Ja Ju Ah Pa Yo è veloce, allegra, malinconica, strana e originale: un perfetto viatico per questa estate.

cuore/ragazzino
Scritto da joe il 25 Mag 2010

dente_2Di Giuseppe Peveri, in arte Dente, abbiamo già parlato in occasione del terzo compleanno di QCS. Avevo scelto, per quella occasione, una canzone consona all’evento. Ma permettetemi di segnalarvi altro ancora dal suo ultimo ottimo album L’amore non è bello. La scelta è difficile perché le canzoni degne di nota sono molte. Opero una scelta a contrasto, rispetto all’altro brano, rispetto all’intero album. Buon appetito è un brano di rabbia (ho messo le mani in tasca e ho sputato sulla tavola: buon appetito amore mio), del distacco, del lutto, descrive la fine di un amore ma nel momento in cui si è ancora innamorati. Descrive quel momento in cui con uno scatto di orgoglio si trova, solo momentaneamente, il coraggio di disprezzare invece si vorrebbe ancora stare lì e sapere (quando fai la spesa cosa comperi…….) e ci si fa coraggio solo insieme agli altri (vorrei non sapere più neanche dove abiti). Forse il coro finale non ha un significato solo formale, ma urlare/cantare insieme agli altri è liberatorio.

Nonostante il tema grave, il tono generale della canzone, come un po’ di tutto l’album, è lieve, come di un ragazzino che se ne va passeggiando per la città canticchiando ritornelli tra se per farsi compagnia. Forse la leggerezza è la particolarità più preziosa dell’album: l’amore non è bello, ma il cuore/ragazzino ci permette di viverlo lo stesso senza farci paralizzare, senza scadere in sdolcinatezze stucchevoli, in disperati abissi, in rabbie catastrofiche. Tutto è lieve, dolce, malinconico, poetico. L’amore non è bello ma questo disco sì.

Prendere una decisione con un bacio
Scritto da joe il 11 Apr 2010

ScreenShot002E’ ancora una volta Brooklyn a partorire cose interessanti, è ancora una volta la Warp Records a portare alla luce cose preziose come Veckitimest, l’ultimo bellissimo album dei Grizzly Bear. La mia traccia preferita è Ready, Able, questa è una ballata pop che ha il ritmo di un respiro dove le sonorità sono piene, generose e vibranti, l’intreccio sembra semplice perché c’è una batteria e una chitarra elettrica entrambi molto classiche e preponderanti, ma ad ascoltare bene il pezzo, si scopre un tappeto complesso di suoni dove fanno capolino anche degli archi di un’orchestra sapientemente dosata. Il testo suggerisce vagamente la colpa per un tradimento o qualcosa dal quale difficilmente si può tornare indietro, ma tutta l’operazione penso sia volutamente inintellegibile. Non ci aiuta neanche il bellissimo video che ci rende visibile un microcosmo immaginato sotto i fili d’erba, penso io , della disabitata isola di Veckitimes, al largo del Massachusset, con creature di plastilina psichedelica, donne che danno in pasto omini ai loro iguana/animali-domestici ricavandone effetti lisergici e astronavi di cristallo che ci assorbono portandoci via dalla foresta popolata dagli stessi Grezzly Bear di palstilina che restano lì a catare per gli strani esseri che la popolano.

Ready, Able
I’m gonna take a stab at this
Surely we’ll be alright
Make a decision with a kiss
Maybe I have frostbite
And when I shuffled on back home
I made sure all my tracks in the snow were gone
Tissue and bone it was a tryst
This isn’t a gunfight
Checking it off of my list
Unable to write
Five years, countless months and a loan

Hope I’m ready, able to make my own, good home

They go we go, I want you to know, what I did I did,
They go we go, I want you to know, what I did I did.

They go we go, I want you to know, what I did I did,
They go we go, I want you to know, what I did I did.

They go we go, I want you to know, what I did I did,
They go we go, I want you to know, what I did I did.

Cantautore
Scritto da joe il 28 Mar 2010

denteFesteggio anche io insieme a Pim e insieme a tutti voi i tre anni di quello che sento. Ormai questo bambino ha messo qualche dente e cammina sicuro sulle sue gambe. Probabilmente vi sembra che non ci sia stata un’evoluzione, che questo blog di recensioni musicali e pezzi di nostre emozioni sia sempre uguale. Ma a noi piace così, col suo andamento lento, cresce piano piano ad un ritmo conosciuto di un brano a settimana. Tutto ciò si oppone così tanto a tutto quello che ci circonda nel mondo, e soprattutto nel web. Avremmo potuto coinvolgere altre persone e fare molti più post a settimana. Non è escluso che non succeda in futuro: Chissà. Ma al momento QCS ci piace così: un oggetto pop ma che cerca per qualche minuto di tirare il freno a mano, vorrebbe indurre a soffermarsi e meravigliarsi per un attimo. Un tentativo, il nostro, disperato, di opporsi al turbinio dei link e dei saltelli da un tema all’altro, da uno stimolo all’altro, dall’ eccesso di offerta, come attualmente è caratterizzato il tempo che si trascorre abitualmente sul web. Un tentativo di rubarvi un attimo ma non per un ponte tra una cosa e l’altra, per un pensiero spezzettato ma per qualcosa di compiuto, di finito, che possiate ricordare in un altro momento e che si depositi negli anfratti della vostra anima.
La canzone di questa settimana ha un andamento lento, sempre uguale. Dura poco più di due minuti, le parole sono semplici e fluiscono limpide e tristi offrono una piccola emozione chiusa. Il brano è Parlando di lei a te di Dente dall’album L’amore non è bello.

Sofisticate calde soffici libranti morbidezze
Scritto da joe il 21 Feb 2010

Il vento freddo ha soffiato forte tutta la notte, ha portato qualche schizzo di pioggia misto a salsedine sui vetri. Ormai è quasi giorno e la sveglia, lo so, tra poco si metterà a urlare e “lì fuori fa freddo”. Indugio ancora un po’ sotto le calde coperte in questo mondo tutto mio. Sarò veramente io ancora per pochi minuti, con i miei pensieri, le persone, con tutto quello che mi è capitato; pochi minuti mi separano da un altro mondo più duro, spietato e grigio in cui stento a riconoscermi o semplicemente non c’è il tempo di pensarci. Accosto gli auricolari alle orecchie e scelgo per questa mia calda nuvoletta di piacere Heart skipped a beat.
Loro sono The XX, Londra o poco più a sud, registrano il loro primo album XX autoprodotto in uno scantinato di notte e quell’atmosfera entra prepotentemente nei brani, mi ricordano gli Stars e non solo per l’utilizzo di voci maschili e femminili dialoganti. Siamo in ambito indie-pop e The XX sono poco più che ragazzini ma hanno studiato musica e hanno preparato questo loro album di debutto con meticolosa cura messa a disposizione dello stile.

Please don’t say we’re done
When I’m not finished
I could give you so much
Make you feel, like never before
Welcome, they said welcome to the floor

It’s been a while
And you’ve found someone better
But I’ve been waiting too long to give this up
The more I see, I understand
But sometimes, I still need you

Sometimes, I still need you (2x)

I was struggling to get in
Left waiting outside your door
I was sure
You’d give me more

No need to come to me
When I can make it all the way to you
You made it clear
You weren’t near
Near enough to me

Heart skipped a beat
And when I caught it you were out of reach
But I’m sure, I’m sure
You’ve heard if before (2x)

I 10 migliori cd del 2009 :)
Scritto da joe il 10 Gen 2010

Un mio lontano amico mi ha chiesto, via SMS, di inviargli la lista dei 10 dischi, via e-mail, che mi sono piaciuti di più nel 200WildBeast9. Ovviamente non gli ho mandato nulla. Il mio amico è sprofondato ancora più lontano perché la modalità della sua richiesta era stata oltremodo antiestetica. Comunque se non fosse stato per questo forse non sarei stato in grado di mandargli la lista: mi accorgo di non avere una lista dei 10 dischi migliori del 2009.  Ne ho ascoltati tantissimi, anche per fare fronte al mio impegno su QCS, mi sono piaciute un sacco di canzoni ma non ci sono 10 CD che mi sono piaciuti, forse solo 2 o 3. Tra questi, lo avrete già capito, c’è Tow Dancers dei Wild Beasts. Pertanto torno ancora a parlare di loro per segnalarvi Hooting and Howling.
L’inizio è la parte migliore della canzone: un’essenzialità degna di Antony, basso e voce, poi entra un piano solenne, solo in seguito la canzone prende la sua forma ritmata a tratti danzabile. Una melodia fluida e scorrevole, un riff di chitarra facile costellato da suoni che vibrano come bolle di sapone o bolle d’aria sott’acqua: Molto appropriato il bellissimo video della canzone per descrivere la tipologia dei suoni utilizzati, Bellissimo l’uso delle luci che creano controluce e trasparenze affascinanti.

Carry me hooting and howling
to the river to wash off my hands
of the hot blood, the sweat and the sand
Any rival who goes for our girls will be left thumb sucking in terror
and bereft of all coffin bearers

A crude art, a bovver boot ballet – equally elegant and ugly
I was as thrilled as I was appalled, courting him in fisticuffing waltz.
Now I’m not saying the lads always deserve a braying.
And I’m not saying the girls are worth the fines I’m paying.

We’re just brutes bored in our bovver boots.
We’re just brutes clowning ’round in cahoots.
We’re just brutes looking for shops to loot.
We’re just brutes hoping to have a hoot

Dia de Todos os Santos
Scritto da joe il 01 Nov 2009

DiaDeTodosOsSantos Scusatemi, mi sono preso qualche giorno di pausa. Ma tra le cose carine da ritrovare tornando a casa ci sono sicuramente questi miei messaggi nelle bottiglie. Bentrovati dunque! Questa settimana vi propongo e vi faccio ascoltare quella che, a mio parere, è la più bella canzone di una band inglese al secondo album. This is our lot dall’album Two dancers dei Wild Beasts. Le bestioline in questione costruiscono perfette melodie pop su intrecci di chitarre poliritmiche che poggiano su una batteria la cui funzione è inusuale. L’uso del falsetto può infastidire al primo ascolto ma vi prego di andare avanti per farvi catturare da questo brano che, come molte cose che mi piacciono, è ricco e generoso di idee e di spunti.
A dispetto del ritmo complessivo, il tono della canzone è nostalgico ed è con questa canzone che mi sento di celebrare i morti. Quelli che veramente sono morti ma anche tutte le persone della nostra vita che abbiamo perso perché se ne sono andate o perché ce ne siamo andati noi.

la puoi ascoltare qui

Versione dal vivo

Tregua
Scritto da joe il 16 Ago 2009

Tuttavia non bastano le acque cristalline, i luoghi perfetti,  soffi di vento sospirati, lo stormire di fronde, le foglie dei lecci guardati dal basso come fanno la formica e la dorifora. I fragranti aghi di pino sul sentiero che i miei piedi disabituati sentono sotto i soffici polpastrelli.  Le voci amiche mi sono care ma non riescono a darmi la serenità di cui avrei bisogno. Allora cerco almeno un po’ di tregua che trovo per una manciata di secondi. La trovo in The neighbors una sorta di ninnanana che canta St. Vincent (album: Actor). Strana e classica al tempo stesso che ti ritorna in mente ma che non riesci poi a canticchiare facilmente. E’ una bella preghierina da ascoltare prima di andare a letto augurando a me e a tutti un domani migliore di oggi.

La puoi ascoltare qui

The Neighbors

Sister say a prayer for us one we learned from the nuns and such.
I won’t believe not a word you speak just make it sweet to hear.
Let’s pour wine in coffee cups and drive around the neighborhood
And shine the headlights on houses until all the news is good.

Oh no! What would your mother say?
Oh no! What would your father do?
Oh no! What would the neighbors think?
Oh no!

How am I supposed to sleep? Roaming blackouts on the streets
Oh not a word not another speech we’ll run the headlights down
These kids are foaming at the mouth psychotropic capricorns
Tomorrow’s some kind of Strangerland where all the news is good.

Oh no! What would your mother say?
Oh no! What would your father do?
Oh no! What would the neighbors think?
Oh no! If they only knew.

How can Monday be alright then on Tuesday lose my mind?
Tomorrow’s some kind of stranger who I’m not supposed to see.

Oh no! What would your mother say?
Oh no! What would your father do?
Oh no! What would the neighbors think?
Oh no! If they only knew.

La canzone del tramonto
Scritto da joe il 29 Mar 2009

Ci sono canzoni che nell’intero cd riconosci, che individui subito nella playlist, che te le vai a ricercare perché te le vuoi sentire e risentire ancora. Sono queste le canzoni che ci piace mettere su QCS. Una di queste sicuramente è You look good to me dei canadesi No Kids dall’album Come into my house edito dalla mitica etichetta di Colonia TomLab di cui vi abbiamo segnalato diversi artisti in questo blog. I No Kids, sono dei vocalisti virtuosi fondamentalmente orientati al soul. Sempre presente in ogni brano una piccola orchestra di fiati quasi da camera, molto spesso attrezzature low-fi e venature jazz. Molta grazia, accuratezza e delicatezza naive. La nostra è una di quelle tipiche canzoni da assaporare seduti nel porch di una casetta fatta con le assi di legno (Hei, ma guardando attentamente quello non è legno, è finto legno! ma questa è un’altra storia :) , con le gambe incrociate sopra la staccionata, alla fine di una lunga e faticosa giornata, con la birra in mano. E ti assalgono mille dubbi e fantasie e ti piace ripensare e riconsiderare qualcosa che è ti è capitato, qualcuno che hai incontrato.

Il brano che vi propongo ha una melodia irresistibile, ed inoltre quando questa s’interrompe per dare spazio ad un altro pezzo ancora più delicato che mi ricorda i Belle and Sebastian mi manda in estasi. Il brano poi si chiude con la melodia iniziale.

Mi dispiace molto di non aver trovato un posto nel web, né su youtube, né altrove dove ascoltare in streaming questa meraviglia. Ma ve ne prego, procuratevi in qualche modo questo brano non ve ne pentirete.

You look good to me

Happy to sit tight through the hottest day that our summer place has seen this year, then to dissappear along with the sparkle of the lake.

Well, a hundred parades could come crash by, but I’d only think of you.

I can’t help that it’s so, I imagine us as we go, and leave the party for a hidden pine grove.

As the sun goes down, I don’t know what’s good for me no more.

As the sun’s going down, I wish I could just say you look good to me.

With night air out on the verandah, careful to prop the screen door, like our last night here, like I know nothing no more.

I see you pedalling down the lane, and I start feeling every little thing.

As the sun goes down, I don’t know what’s good for me no more.

As the sun’s going down, I wish I could just say you look good to me.


It’s just rock & roll
Scritto da joe il 02 Feb 2009

Conoscete quelle conchiglie che si trovano durante le passeggiate al mare d’inverno che si chiamano sconcigli? Qualche volta alcune di queste possono presentarsi particolarmente spinose e fragili. Deboli e aggressivi un po’ come certi ragazzi  d’oggi, forse come la gioventù di tutti i tempi.  Se si riconoscono queste caratteristiche con uno sguardo immedesimato,  come si fa a non essere dalla loro parte, anche quando i loro atteggiamenti suggerirebbero tutt’altro?

Freschezza, immediatezza, energia queste sono le caratteristiche più evidenti di I like you much better when you’re naked dell’astro nascente, in Italia ancora misconosciuta, Ida Maria Børli Sivertsen, una giovanissima rocker nativa di Nesna un piccolo villaggio a nord del circolo polare artico, in arte Ida Maria. Questa semplicissima e breve rock & roll song è un piccolo compendio di tutta la pop-culture degli ultimi 40 anni. Tuttavia con questo non voglio sminuire la canzone perché non è facile, dopo tutto quello che abbiamo sentito, riuscire a fare un’altra canzone che ti fa piacere rimandare indietro e risentire, e risentire ancora. Penso che per fare un’avance spregiudicata ci voglia una scossa come questa canzone, come quando per darsi coraggio si manda giù un sorso di cognac ci si scherza su con un po’ d’ironia. Timidezza e fremito travestiti da elettricità esplosiva .

Il brano è contenuto nell’album  ”Fortress Round My Heart

La puoi ascoltare qui

Oh the clever
Things I should say to you
They got stuck somewhere
Stuck between me and you

Oh I’m nervous
I don’t know what to do
Light a cigarette
I only smoke when I’m with you

What the hell do I do this for?
You’re just another guy
OK, you’re kinda sexy
But you’re not really special

But I won’t mi-i-i-i-i-i-i-ind
If you take me home
Come on, take me home

But I wont mi-i-i-i-i-i-i-ind
If you take off all your clothes
Come on, take ‘em off

‘Cause I like you so much better when you’re naked
I like me so much better when you’re naked
I like you so much better when you’re naked
I like me so much better whne you’re naked

Wow!

Oh the clever
Things I should say to you
They got stuck somewhere(stuck somewhere)
Stuck between me and you

Oh I’m nervous(I’m so nervous! )
I don’t what to do
Light a cigarette
I only smoke when I’m with you

What the hell do I do that for?
You’re just another guy
OK, you’re kinda sexy
But you’re not really special

But I won’t mi-i-i-i-i-i-i-ind
If you take me home
Come on’ take me home

But I won’t mi-i-i-i-i-i-i-ind
If you take off all our clothes
Come on’ take ‘em off

‘Cause I like you so much better when you’re naked
I like me so much better when you’re naked
I like you so much better when you’re naked
I like me so much better when you’re naked

But I won’t mi-i-i-i-i-i-i-ind
If you take me home
Come on, take me home

But I won’t mi-i-i-i-i-i-i-ind
If you take off all you’re clothes
Come on’ take ‘em off

‘Cause I like you so much better when you’re naked
I like me so much better when you’re naked
I like you so much better when you’re naked
I like me so much better when you’re naked
I like you so much better when you’re naked
I like me so much better when you’re naked
I like you so much better when you’re naked
I like me so much better when you’re naked
I like you so much better when you’re naked

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