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Il vento freddo ha soffiato forte tutta la notte, ha portato qualche schizzo di pioggia misto a salsedine sui vetri. Ormai è quasi giorno e la sveglia, lo so, tra poco si metterà a urlare e “lì fuori fa freddo”. Indugio ancora un po’ sotto le calde coperte in questo mondo tutto mio. Sarò veramente io ancora per pochi minuti, con i miei pensieri, le persone, con tutto quello che mi è capitato; pochi minuti mi separano da un altro mondo più duro, spietato e grigio in cui stento a riconoscermi o semplicemente non c’è il tempo di pensarci. Accosto gli auricolari alle orecchie e scelgo per questa mia calda nuvoletta di piacere Heart skipped a beat. Loro sono The XX, Londra o poco più a sud, registrano il loro primo album XX autoprodotto in uno scantinato di notte e quell’atmosfera entra prepotentemente nei brani, mi ricordano gli Stars e non solo per l’utilizzo di voci maschili e femminili dialoganti. Siamo in ambito indie-pop e The XX sono poco più che ragazzini ma hanno studiato musica e hanno preparato questo loro album di debutto con meticolosa cura messa a disposizione dello stile.
Please don’t say we’re done When I’m not finished I could give you so much Make you feel, like never before Welcome, they said welcome to the floor
It’s been a while And you’ve found someone better But I’ve been waiting too long to give this up The more I see, I understand But sometimes, I still need you
Sometimes, I still need you (2x)
I was struggling to get in Left waiting outside your door I was sure You’d give me more
No need to come to me When I can make it all the way to you You made it clear You weren’t near Near enough to me
Heart skipped a beat And when I caught it you were out of reach But I’m sure, I’m sure You’ve heard if before (2x)
Un mio lontano amico mi ha chiesto, via SMS, di inviargli la lista dei 10 dischi, via e-mail, che mi sono piaciuti di più nel 2009. Ovviamente non gli ho mandato nulla. Il mio amico è sprofondato ancora più lontano perché la modalità della sua richiesta era stata oltremodo antiestetica. Comunque se non fosse stato per questo forse non sarei stato in grado di mandargli la lista: mi accorgo di non avere una lista dei 10 dischi migliori del 2009. Ne ho ascoltati tantissimi, anche per fare fronte al mio impegno su QCS, mi sono piaciute un sacco di canzoni ma non ci sono 10 CD che mi sono piaciuti, forse solo 2 o 3. Tra questi, lo avrete già capito, c’è Tow Dancers dei Wild Beasts. Pertanto torno ancora a parlare di loro per segnalarvi Hooting and Howling. L’inizio è la parte migliore della canzone: un’essenzialità degna di Antony, basso e voce, poi entra un piano solenne, solo in seguito la canzone prende la sua forma ritmata a tratti danzabile. Una melodia fluida e scorrevole, un riff di chitarra facile costellato da suoni che vibrano come bolle di sapone o bolle d’aria sott’acqua: Molto appropriato il bellissimo video della canzone per descrivere la tipologia dei suoni utilizzati, Bellissimo l’uso delle luci che creano controluce e trasparenze affascinanti.
Carry me hooting and howling to the river to wash off my hands of the hot blood, the sweat and the sand Any rival who goes for our girls will be left thumb sucking in terror and bereft of all coffin bearers
A crude art, a bovver boot ballet – equally elegant and ugly I was as thrilled as I was appalled, courting him in fisticuffing waltz. Now I’m not saying the lads always deserve a braying. And I’m not saying the girls are worth the fines I’m paying.
We’re just brutes bored in our bovver boots. We’re just brutes clowning ’round in cahoots. We’re just brutes looking for shops to loot. We’re just brutes hoping to have a hoot
Scusatemi, mi sono preso qualche giorno di pausa. Ma tra le cose carine da ritrovare tornando a casa ci sono sicuramente questi miei messaggi nelle bottiglie. Bentrovati dunque! Questa settimana vi propongo e vi faccio ascoltare quella che, a mio parere, è la più bella canzone di una band inglese al secondo album. This is our lot dall’album Two dancers dei Wild Beasts. Le bestioline in questione costruiscono perfette melodie pop su intrecci di chitarre poliritmiche che poggiano su una batteria la cui funzione è inusuale. L’uso del falsetto può infastidire al primo ascolto ma vi prego di andare avanti per farvi catturare da questo brano che, come molte cose che mi piacciono, è ricco e generoso di idee e di spunti. A dispetto del ritmo complessivo, il tono della canzone è nostalgico ed è con questa canzone che mi sento di celebrare i morti. Quelli che veramente sono morti ma anche tutte le persone della nostra vita che abbiamo perso perché se ne sono andate o perché ce ne siamo andati noi.
la puoi ascoltare qui
Versione dal vivo
Tuttavia non bastano le acque cristalline, i luoghi perfetti, soffi di vento sospirati, lo stormire di fronde, le foglie dei lecci guardati dal basso come fanno la formica e la dorifora. I fragranti aghi di pino sul sentiero che i miei piedi disabituati sentono sotto i soffici polpastrelli. Le voci amiche mi sono care ma non riescono a darmi la serenità di cui avrei bisogno. Allora cerco almeno un po’ di tregua che trovo per una manciata di secondi. La trovo in The neighbors una sorta di ninnanana che canta St. Vincent (album: Actor). Strana e classica al tempo stesso che ti ritorna in mente ma che non riesci poi a canticchiare facilmente. E’ una bella preghierina da ascoltare prima di andare a letto augurando a me e a tutti un domani migliore di oggi.
La puoi ascoltare qui
The Neighbors
Sister say a prayer for us one we learned from the nuns and such. I won’t believe not a word you speak just make it sweet to hear. Let’s pour wine in coffee cups and drive around the neighborhood And shine the headlights on houses until all the news is good.
Oh no! What would your mother say? Oh no! What would your father do? Oh no! What would the neighbors think? Oh no!
How am I supposed to sleep? Roaming blackouts on the streets Oh not a word not another speech we’ll run the headlights down These kids are foaming at the mouth psychotropic capricorns Tomorrow’s some kind of Strangerland where all the news is good.
Oh no! What would your mother say? Oh no! What would your father do? Oh no! What would the neighbors think? Oh no! If they only knew.
How can Monday be alright then on Tuesday lose my mind? Tomorrow’s some kind of stranger who I’m not supposed to see.
Ci sono canzoni che nell’intero cd riconosci, che individui subito nella playlist, che te le vai a ricercare perché te le vuoi sentire e risentire ancora. Sono queste le canzoni che ci piace mettere su QCS. Una di queste sicuramente è You look good to me dei canadesi No Kids dall’album Come into my house edito dalla mitica etichetta di Colonia TomLab di cui vi abbiamo segnalato diversi artisti in questo blog. I No Kids, sono dei vocalisti virtuosi fondamentalmente orientati al soul. Sempre presente in ogni brano una piccola orchestra di fiati quasi da camera, molto spesso attrezzature low-fi e venature jazz. Molta grazia, accuratezza e delicatezza naive. La nostra è una di quelle tipiche canzoni da assaporare seduti nel porch di una casetta fatta con le assi di legno (Hei, ma guardando attentamente quello non è legno, è finto legno! ma questa è un’altra storia , con le gambe incrociate sopra la staccionata, alla fine di una lunga e faticosa giornata, con la birra in mano. E ti assalgono mille dubbi e fantasie e ti piace ripensare e riconsiderare qualcosa che è ti è capitato, qualcuno che hai incontrato.
Il brano che vi propongo ha una melodia irresistibile, ed inoltre quando questa s’interrompe per dare spazio ad un altro pezzo ancora più delicato che mi ricorda i Belle and Sebastian mi manda in estasi. Il brano poi si chiude con la melodia iniziale.
Mi dispiace molto di non aver trovato un posto nel web, né su youtube, né altrove dove ascoltare in streaming questa meraviglia. Ma ve ne prego, procuratevi in qualche modo questo brano non ve ne pentirete.
You look good to me
Happy to sit tight through the hottest day that our summer place has seen this year, then to dissappear along with the sparkle of the lake.
Well, a hundred parades could come crash by, but I’d only think of you.
I can’t help that it’s so, I imagine us as we go, and leave the party for a hidden pine grove.
As the sun goes down, I don’t know what’s good for me no more.
As the sun’s going down, I wish I could just say you look good to me.
With night air out on the verandah, careful to prop the screen door, like our last night here, like I know nothing no more.
I see you pedalling down the lane, and I start feeling every little thing.
Conoscete quelle conchiglie che si trovano durante le passeggiate al mare d’inverno che si chiamano sconcigli? Qualche volta alcune di queste possono presentarsi particolarmente spinose e fragili. Deboli e aggressivi un po’ come certi ragazzi d’oggi, forse come la gioventù di tutti i tempi. Se si riconoscono queste caratteristiche con uno sguardo immedesimato, come si fa a non essere dalla loro parte, anche quando i loro atteggiamenti suggerirebbero tutt’altro?
Freschezza, immediatezza, energia queste sono le caratteristiche più evidenti di I like you much better when you’re naked dell’astro nascente, in Italia ancora misconosciuta, Ida Maria Børli Sivertsen, una giovanissima rocker nativa di Nesna un piccolo villaggio a nord del circolo polare artico, in arte Ida Maria. Questa semplicissima e breve rock & roll song è un piccolo compendio di tutta la pop-culture degli ultimi 40 anni. Tuttavia con questo non voglio sminuire la canzone perché non è facile, dopo tutto quello che abbiamo sentito, riuscire a fare un’altra canzone che ti fa piacere rimandare indietro e risentire, e risentire ancora. Penso che per fare un’avance spregiudicata ci voglia una scossa come questa canzone, come quando per darsi coraggio si manda giù un sorso di cognac ci si scherza su con un po’ d’ironia. Timidezza e fremito travestiti da elettricità esplosiva .
Il brano è contenuto nell’album ”Fortress Round My Heart”
Oh the clever Things I should say to you They got stuck somewhere Stuck between me and you
Oh I’m nervous I don’t know what to do Light a cigarette I only smoke when I’m with you
What the hell do I do this for? You’re just another guy OK, you’re kinda sexy But you’re not really special
But I won’t mi-i-i-i-i-i-i-ind If you take me home Come on, take me home
But I wont mi-i-i-i-i-i-i-ind If you take off all your clothes Come on, take ‘em off
‘Cause I like you so much better when you’re naked I like me so much better when you’re naked I like you so much better when you’re naked I like me so much better whne you’re naked
Wow!
Oh the clever Things I should say to you They got stuck somewhere(stuck somewhere) Stuck between me and you
Oh I’m nervous(I’m so nervous! ) I don’t what to do Light a cigarette I only smoke when I’m with you
What the hell do I do that for? You’re just another guy OK, you’re kinda sexy But you’re not really special
But I won’t mi-i-i-i-i-i-i-ind If you take me home Come on’ take me home
But I won’t mi-i-i-i-i-i-i-ind If you take off all our clothes Come on’ take ‘em off
‘Cause I like you so much better when you’re naked I like me so much better when you’re naked I like you so much better when you’re naked I like me so much better when you’re naked
But I won’t mi-i-i-i-i-i-i-ind If you take off all you’re clothes Come on’ take ‘em off
‘Cause I like you so much better when you’re naked I like me so much better when you’re naked I like you so much better when you’re naked I like me so much better when you’re naked I like you so much better when you’re naked I like me so much better when you’re naked I like you so much better when you’re naked I like me so much better when you’re naked I like you so much better when you’re naked
E’ inutile dire che incrociamo le dita per Caroline! “sorry to be heavy but heavy is the cost, heavy is the cost”
P. S. : Ma secondo voi Cristicchi non c’entra niente?
La puoi ascoltare qui:http://www.myspace.com/stars
Ma non male anche questa versione dal vivo:http://www.youtube.com/watch?v=pP08KPWIl7Y&feature=related
Consiglio: Ascoltate Personal leggendo il testo