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La fuga
Scritto da pim il 03 Gen 2010

Un Pink Lady seduti sulla sdraio a bordo piscina, al diavolo la routine della vita, il bollo dell’auto, la bolletta del gas, la televisione. Al diavolo i politicanti e le municipalizzate, i convegni sulle buche nelle strade. Al diavolo quel telegiornale che continua a urlarmi nell’orecchio brutte cose.
E’ l’eclettico Alessandro Magnanini che ci regala un notevole lavoro retrò (l’album Someway Still I Do) che sa tanto di colonna sonora sixties, di vite in fuga, di lounge bar. Secret Lover è interpretata magistralmente da Jenny B. (vincitrice a Sanremo giovani 2000) e sembra che da un momento all’altro possa entrare in stanza un James Bond o un viaggiatore a tempo pieno, di quelli che la vita è fatta di sguardi intensi, buon cibo, ricordi sfilacciati e sogni dimenticati.

Alessandro Magnanini  Secret Lover (feat. Jenny B)

Collegamenti:
http://www.myspace.com/ilduka

Risonanza magnetica
Scritto da pim il 06 Dic 2009

Secondo album dell’attrice cantante Charlotte Gainsbourg, figlia di Serge e Jane. Dopo il bellissimo 5:55 di qualche anno fa, ecco IRM l’acronimo francese di MRI, la risonanza magnetica a cui la Gainsbourg si è sottoposta più volte negli ultimi tempi per una emorragia cerebrale dopo un incidente di sci acquatico.
Questa volta la musica (e l’impronta digitale) è di Beck. E si sente bene in Heaven Can Wait in cui i due duettano meravigliosamente in un video tutto da gustare diretto dal regista Keith Schofield. Gran bel pezzo.

Il colore blu
Scritto da pim il 23 Ago 2009

Cielo, mare, I fiori blu di Queneau, combatte con il rosso, metafisica, calma, infinito.
I sogni blu, 470 nanometri, per i romani il colore degli occhi dei barbari, il sangue blu, per i Maya blu è la stessa cosa di verde, la musica blues, the Blue Screen of Death, la notte, “non c’è blu senza giallo e arancione”, la notte stellata di Van Gogh, gli alberi blu dei bambini.
Qualsiasi cosa significhi Blue Lips di Regina Spektor, cercate il vostro blu durante l’ascolto, se non lo trovate immaginatelo, se non riuscite ad immaginarlo vuol dire che lo avete già trovato.

Per chi vuole condividere o approfondire il significato del testo potete
http://www.songmeanings.net/songs/view/3530822107858589453/

Collegamenti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Regina_Spektor
http://www.myspace.com/reginaspektor

Egocentrica
Scritto da pim il 16 Mag 2009

Naufragata in un polveroso e buio palcoscenico jazz, una bellissima voce è capace in pochi minuti di cambiare continuamente registro dal falsetto al canto pieno. Tra le luci soffuse del locale, seduta su uno sgabello in abito nero da sera, una giovane e seducente donna confessa di non saper riconoscere una Skoda da una Punto o da una Fiesta, suggerisce agli uomini in sala di non darle appuntamento per la sera perchè arriverà in ritardo, comunica al pubblico di amare follemente gli applausi che riceverà.

Attenti, atterriti, attratti da tanta audacia, da dosi ironiche fuori dalla media, riusciranno a salvarsi ed arrivare fino alla fine del pezzo. La misteriosa cantante guarda negli occhi i pochi spettattori e conclude tranquillizzando: lei, timida e fragile, una vita vera fuori dal palcoscenico ancora non ce l’ha.

Simona Molinari. Egocentrica.

Febbre
Scritto da pim il 27 Apr 2008

Due fratelli di Los Angeles vogliono mettere insieme musica pop occidentale e tradizionale cambogiana. Una sera in un night club di Long Beach sentono cantare Chhom Nimol e danno vita ad un gruppo che chiamano Dengue Fever. La Dengue è una malattia virale diffusa nel Sud-est asiatico e trasmessa agli uomini dalle punture di zanzara. Se non curata può avere effetti molto gravi sul corpo umano.
Decidono di cantare molto in lingua khmer, dalla bellissima voce della cantante. Decidono anche che la musica dovrà essere pop e poco rock, qualche spruzzata di blues, di psichedelia, moderna ma pescando dalle sonorità anni Sessanta. Tra le altre cose, accortisi che la dengue è una malattia violenta, decidono di fare musica non violenta ma raffinata e sensuale. Capito qualcosa? io niente, ma l’album Venus on Earth mi piace terribilmente e non riesco proprio a decidere il pezzo del post. Devo dare almeno due brani molto diversi tra di loro: Il blues ondeggiante e classicheggiante di Sober Driver e la strepitosa, sussurrata, affascinante Monsoon Of Perfume.
Sober Driver la potete ascoltare qui:
http://www.myspace.com/denguefevermusic
Monsoon Of Perfume non l’ho trovata ascoltabile in rete.Solo 30 secondi su LastFm:
Di notte
Scritto da pim il 30 Mar 2008

Di notte si sogna. Non si lotta. La notte è fatta per svegliarsi mentre è ancora notte. La notte è anche ritrovarsi una candela sul petto.
Ti prego combattimi e se non riuscirai a farlo allora avrei dovuto lasciarti sognare ancora.
Non finire. Basta un violino per allungare il sogno. Intorno solo un colore, o qualcosa che somiglia a un colore. Che ci faccio io qui? ho già visto questi posti, ho già sentito questi odori, ho già sentito queste voci. La notte è notte per qualche motivo, un giorno quel sogno riuscirà a farti sorridere, un giorno una forte luce ti farà sapere che la notte ha molti colori.
Chiama per nome i sogni e non farti ingannare. Tutto ciò che vedi di notte è solo realtà. Il risveglio è un sorriso, non combattere mai di notte.

Laura Marling, Night Terror (da Alas, I Cannot Swim)

Testo di Night Terror

The war is over e io l’ho persa (seconda versione)
Scritto da joe il 27 Gen 2008
Un brutto colpo, non so se vi è mai capitato, quando fate un bel sogno vi svegliate e cercate disperatamente di riaddormentarvi per riacciuffarlo, ma non capita mai. Oggi ho avuto un’esperienza simile e subito dopo un senso di amarezza mi ha sopraffatto, simile ad una delusione amorosa. Per riprendermi mi ci vuole qualcosa di parallelo a questo mio stato d’animo e le canzoni degli Stars di questo loro ultimo album In our bedroom after the war sono perfette per questo. Personal è una lenta ballata che sperimenta la traduzione in canzone di un annuncio personale, ti fa sentire la trepidazione di un appuntamento al buio vissuto con molto pudore, poi la delusione l’amarezza, un senso di solitudine che ritorna. In fondo è qualcosa di molto simile al mio sogno perso. Personal con il suo pacato incedere così scarno sembra una sorta di partita a ping pong alla moviola tra Torquil Campbell e Amy Millan che interpretano con delicata raffinatezza i loro ruoli con le loro bellissime voci.

E’ inutile dire che incrociamo le dita per Caroline! “sorry to be heavy but heavy is the cost, heavy is the cost”


P. S. : Ma secondo voi Cristicchi non c’entra niente?


La puoi ascoltare qui:
http://www.myspace.com/stars

Ma non male anche questa versione dal vivo:
http://www.youtube.com/watch?v=pP08KPWIl7Y&feature=related

Consiglio: Ascoltate Personal leggendo il testo


Ordinarie storie d’amore
Scritto da joe il 16 Dic 2007
Unghie dipinte di rosso su dita che percuotono con sicurezza i tasti di un piano, una linea di trucco appena percettibile, una voce emozionata che canta al mondo la sua storia d’amore ordinaria, con quella venatura leggermente nera che la rende preziosa. Con quella incrinatura che descrive la nostalgia del quotidiano di un amore, che ti fa desiderare ancora di avere due spazzolini da denti nel bicchiere sul lavandino, o due tovagliette per colazione. Ti dispiace persino di non dover più togliere gli involucri del panino che lui lascia sempre in mezzo. Tuttavia il ritmo sostenuto, i battiti di mani, un irresistibile ritornello danno a Foundation di Kate Nash quel sapore ironico che allontana la tristezza …….. insomma lei alla fine fa le valige, ma chissà, forse ritorna.
L’album da cui è tratta Foundation è Made of bricks ma la canzone nasce prima come singolo.


La puoi ascoltare qui http://www.youtube.com/watch?v=orACIBjHuI4

E’ oggi che ti voglio
Scritto da pim il 24 Nov 2007

Cantate così, quasi per gioco. Miscele pop e afro, R&B e acustica in lingua somala e inglese.
Jidka (The line)‘ è l’album di Saba Anglana, italo-africana cantante e attrice (nel serial “La squadra”). Registrato a Torino in collaborazione con i Mau Mau, è un’opera anomala nel panorama italiano, con ritmi tradizionali africani e sonorità di respiro internazionale.
Manta è una melodia misteriosa e coinvolgente. Vuol dire ‘oggi’, ‘Manta ani ua ku rawa’ (è oggi che ti voglio). Manta ripetuto molte volte, con la voce (bella) di Saba come vero strumento musicale, ondeggiante tra nord e sud, tra la nebbia e il sole del deserto. E’ la linea (Jidka) che separa le culture, presente perchè da oltrepassare o annullare all’occorrenza.

Collegamenti:
http://www.sabaanglana.com/

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