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Poesia inutile in forma di ghiaccio
Scritto da pim il 20 Dic 2009

Ghiaccio che l’ultima volta era più blu del solito. Ghiaccio come certi occhi visti sotto gli ombrelli. Ghiaccio come tutte le cose che potei dire e non dissi. Galleggia e si muove, galleggia e si muove. Sotto la pioggia d’oro del Mount Keinath trovai ciò che cercavo. Entra dentro, non lo togli, non basta più il Sole. Lo incontri di nuovo e sai che ti sta aspettando, il freddo è una sensazione, il bianco una forma del pensiero. Silenzio e deserto, cammina fino in fondo a questo sentiero, troverai ciò che cercavi.  Cammina fino in fondo al bianco, vedrai ciò che sentivi.

Aarktica – I am (The Ice) – (da In Sea)

Collegamenti
http://www.aarktica.net/
http://www.myspace.com/aarktica
http://en.wikipedia.org/wiki/Aarktica

Prima del sogno
Scritto da pim il 18 Ott 2009

portroyal2

Ancora i sogni e i paesaggi sconfinati dei Port Royal, una delle migliori band italiane (di sempre). Il tocco magico e le emozioni suscitate dall’ascolto della loro musica sono una costante sin dai primi lavori del gruppo.
Il mezzo è un’elettronica spesso oscura o evocativa fatta di cambi ritmici, incursioni techno-ballabili, liquide malinconie, melodie eteree, voci fuori campo.  A tre anni di distanza da Afraid To Dance (ne abbiamo già scritto qui) il nuovo album Dying in Time conferma la qualità di un suono uscito da tempo dai confini nazionali.
Difficile scegliere un pezzo, consiglio Exhausted Muse\Europe, 9 minuti di pace squassata da cupe accelerazioni ritmiche sintetiche.  Se preferite qualcosa di più danzereccio potete ascoltarvi Nights in Kiev (lo trovate su MySpace).

Da ascoltare prima del sogno.

http://www.quellochesento.it/2007/10/paesaggi-spaesati/
http://www.myspace.com/uptheroyals
http://www.port-royal.it/

Con un ronzio nelle orecchie suoniamo all’infinito
Scritto da pim il 20 Lug 2008

Già sentito. Il solito canto intimo, la melodia sospesa e carica di tensione, gli archi e i tempi lunghi, il solito crescendo in up-tempo con batterie e avvolgente finale elettrico. La solita magia che i Sigur Ros dispensano da anni.
In “Með Suð Í Eyrum Við Spilum Endalaust” hanno forse imboccato la pericolosa e trafficata strada del pop (la collaborazione con Flood si fa sentire nei primi pezzi dell’album).
In attesa di metabolizzare i futuri sviluppi artistici ascoltiamoci i 9 minuti e 20 di Festival, l’ennesimo inarrivabile emozionante pezzo della band islandese.
Chi è stato in Islanda sa che questa è in realtà una colonna sonora di quello che scorre davanti agli occhi. Acqua, deserto, ghiaccio e fuoco. Sa che quella musica è IL modo di comunicare uno stato d’animo e di descrivere un luogo dell’anima.
Sa che le parole non sono importanti perchè nessuno le ascolterà, sa che basta un piccolo ronzio nelle orecchie per poter suonare all’infinito.

La puoi ascoltare qui:
http://www.myspace.com/sigurros

Ieri
Scritto da pim il 06 Gen 2008

Una cosa elettrica, diversa, dai Sigur Ros. Dolce melodia di xilofoni seguita da chitarre roboanti che picchiano duro. “Í Gær” significa “ieri” e non è un pezzo nuovo. Scritto nel 2000, è stato suonato raramente nei concerti dal gruppo islandese ed è comparso per la prima volta nel doppio album Hvarf-Heim, insieme ad altri inediti e qualche unplugged.
Si tratta forse dell’unico pezzo di progressive rock dei Sigur Ros, una specie di mantra in cui lo xilofono apre e chiude; nel mezzo, nonostante i cambi di ritmo e le trascinanti accelerazioni di chitarra, rimane la fredda malinconia islandese, la dimensione onirica e drammatica di una band unica e mai ripetitiva, dal sound magico come la terra da cui proviene.
Una musica fragile e silenziosa anche quando le chitarre prendono il sopravvento, come l’incredibile silenzio che si può “sentire” in Islanda.
E quei nomi di canzoni che mi ricordano i cartelli stradali assolutamente irresistibili ammirati durante un viaggio di alcuni anni fa. Kirkjubæjarklaustur, Landmannalaugar, Solheimahjaleiga.

La puoi ascoltare su
http://www.myspace.com/sigurros

Assolutamente da leggere:
Siamo state a Kirkjubæjarklaustur. Viaggio in Islanda.
Valeria Viganò

Altri collegamenti:
http://www.sigur-ros.co.uk/
http://it.wikipedia.org/wiki/Sigur_R%C3%B3s

I topini del grasso gatto
Scritto da joe il 01 Dic 2007
Hei! Aspettate! Anche questa settimana c’è il mio brano preferito: Mice Parade, dall’album omonimo, il pezzo è Tales Of Las Negras arricchito dalla voce di Laetitia Sadier prestata ai nostri dagli Stereolab. Batteria un po’ sgangherata, due bellissime voci, e un finale con una tracimante pioggia di arpeggi.

Non so cosa centri quel video ma lo puoi ascoltare qui
http://www.youtube.com/watch?v=WK4FYh0BrVs

Oppure un pezzettino dal vivo qui (audio scadente)
http://www.youtube.com/watch?v=G1S6f_UPePc

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