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	<title>QuelloCheSento &#187; post rock</title>
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	<description>Le sconclusionate recensioni musicali di Joe e Pim</description>
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		<title>Poesia inutile in forma di ghiaccio</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 15:17:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pim</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ambient]]></category>
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Ghiaccio che l&#8217;ultima volta era più blu del solito. Ghiaccio come certi occhi visti sotto gli ombrelli. Ghiaccio come tutte le cose che potei dire e non dissi. Galleggia e si muove, galleggia e si muove. Sotto la pioggia d&#8217;oro del Mount Keinath trovai ciò che cercavo. Entra dentro, non lo togli, non basta più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!--CusAds2--><p>Ghiaccio che l&#8217;ultima volta era più blu del solito. Ghiaccio come certi occhi visti sotto gli ombrelli. Ghiaccio come tutte le cose che potei dire e non dissi. Galleggia e si muove, galleggia e si muove. Sotto la pioggia d&#8217;oro del Mount Keinath trovai ciò che cercavo. Entra dentro, non lo togli, non basta più il Sole. Lo incontri di nuovo e sai che ti sta aspettando, il freddo è una sensazione, il bianco una forma del pensiero. Silenzio e deserto, cammina fino in fondo a questo sentiero, troverai ciò che cercavi.  Cammina fino in fondo al bianco, vedrai ciò che sentivi.</p>
<p><strong>Aarktica &#8211; I am (The Ice) &#8211; (da In Sea)</strong></p>
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</div>
<p>Collegamenti<br />
<a href="http://www.aarktica.net/" target="_blank">http://www.aarktica.net/</a><br />
<a href="http://www.myspace.com/aarktica" target="_blank">http://www.myspace.com/aarktica</a><br />
<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Aarktica" target="_blank">http://en.wikipedia.org/wiki/Aarktica</a></p>

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		<title>Prima del sogno</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 20:09:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pim</dc:creator>
				<category><![CDATA[QuelloCheSento]]></category>
		<category><![CDATA[Ambient]]></category>
		<category><![CDATA[elettro-pop]]></category>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[post rock]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ancora i sogni e i paesaggi sconfinati dei Port Royal, una delle migliori band italiane (di sempre).  Il tocco magico e le emozioni suscitate dall&#8217;ascolto della loro musica sono una costante sin dai primi lavori del gruppo.
Il mezzo è un&#8217;elettronica spesso oscura o evocativa fatta di cambi ritmici, incursioni techno-ballabili, liquide malinconie, melodie eteree, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-483" src="http://www.quellochesento.it/wp-content/uploads/2009/10/portroyal2.jpg" alt="portroyal2" width="228" height="228" /></p>
<p>Ancora i sogni e i paesaggi sconfinati dei <strong>Port Royal</strong>, una delle migliori band italiane (di sempre).  Il tocco magico e le emozioni suscitate dall&#8217;ascolto della loro musica sono una costante sin dai primi lavori del gruppo.<br />
Il mezzo è un&#8217;elettronica spesso oscura o evocativa fatta di cambi ritmici, incursioni techno-ballabili, liquide malinconie, melodie eteree, voci fuori campo.  A tre anni di distanza da Afraid To Dance (<a href="http://www.quellochesento.it/2007/10/paesaggi-spaesati/" target="_self">ne abbiamo già scritto qui</a>) il nuovo album <strong>Dying in Time </strong>conferma la qualità di un suono uscito da tempo dai confini nazionali.<br />
Difficile scegliere un pezzo, consiglio <strong>Exhausted Muse\Europe</strong>, 9 minuti di pace squassata da cupe accelerazioni ritmiche sintetiche.  Se preferite qualcosa di più danzereccio potete ascoltarvi <strong>Nights in Kiev</strong> (lo trovate su MySpace).</p>
<p>Da ascoltare prima del sogno.</p>
<p><a href="http://www.quellochesento.it/2007/10/paesaggi-spaesati/" target="_blank">http://www.quellochesento.it/2007/10/paesaggi-spaesati/</a><br />
<a href="http://www.myspace.com/uptheroyals" target="_blank">http://www.myspace.com/uptheroyals</a><br />
<a href="http://www.port-royal.it/" target="_blank">http://www.port-royal.it/</a></p>
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		<title>Con un ronzio nelle orecchie suoniamo all’infinito</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 17:14:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pim</dc:creator>
				<category><![CDATA[QuelloCheSento]]></category>
		<category><![CDATA[Islanda]]></category>
		<category><![CDATA[post rock]]></category>
		<category><![CDATA[Sigur Ros]]></category>

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		<description><![CDATA[

Già sentito. Il solito canto intimo, la melodia sospesa e carica di tensione, gli archi e i tempi lunghi, il solito crescendo in up-tempo con batterie e avvolgente finale elettrico. La solita magia che i Sigur Ros dispensano da anni.
In “Með Suð Í Eyrum Við Spilum Endalaust” hanno forse imboccato la pericolosa e trafficata strada [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.quellochesento.it/wp-content/uploads/2008/07/sigurros.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-108" title="sigurros" src="http://www.quellochesento.it/wp-content/uploads/2008/07/sigurros-300x230.jpg" alt="" width="300" height="230" /></a></p>
<p style="justify;">
<div style="text-align: justify;"><span style="130%;"><span style="trebuchet ms;">Già sentito. Il solito canto intimo, la melodi<span style="#ff0000;">a sospesa e carica di tensione, gli archi e i tempi lunghi, il solito crescendo in up-tempo con batterie e avvolgente finale ele</span>ttrico. La solita magia che i <span style="#ff6600;"><strong>Sigur Ros</strong></span> dispensano da anni.<br />
In “<span style="#ff6600;"><strong>Með Suð Í Eyrum Við Spilum Endalaust</strong></span>” hanno forse imboccato la pericolosa e trafficata strada del pop (la collaborazione con Flood si fa sentire nei primi pezzi dell&#8217;album).<br />
In attesa di metabolizzare i futuri sviluppi artistici ascoltiamoci i 9 minuti e 20 di <span style="#ffff00;"><strong>Festival</strong></span>, l&#8217;ennesimo inarrivabile emozionante pezzo della band islandese.<br />
Chi è stato in Islanda sa che questa è in realtà una colonna sonora di quello che scorre davanti agli occhi. Acqua, deserto, ghiaccio e fuoco. Sa che quella musica è IL modo di comunicare uno stato d&#8217;animo e di descrivere un luogo dell&#8217;anima.<br />
Sa che le parole non sono importanti perchè nessuno le ascolterà, sa che basta un piccolo ronzio nelle orecchie per poter suonare all&#8217;infinito.</span></span></div>
<p style="justify;"><span style="130%;">La puoi ascoltare qui:</span><span style="130%;"><br />
<a href="http://www.myspace.com/sigurros">http://www.myspace.com/sigurros</a></span></p>
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		<title>Ieri</title>
		<link>http://www.quellochesento.it/2008/01/ieri/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Jan 2008 18:39:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pim</dc:creator>
				<category><![CDATA[QuelloCheSento]]></category>
		<category><![CDATA[Icelandic Rock]]></category>
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		<category><![CDATA[post rock]]></category>

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		<description><![CDATA[
Una cosa elettrica, diversa, dai Sigur Ros. Dolce melodia di xilofoni seguita da chitarre roboanti che picchiano duro. “Í Gær” significa &#8220;ieri&#8221; e non è un pezzo nuovo. Scritto nel 2000, è stato suonato raramente nei concerti dal gruppo islandese ed è comparso per la prima volta nel doppio album Hvarf-Heim, insieme ad altri inediti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bp2.blogger.com/_AIqmGnCEy30/R4EgZx3gq0I/AAAAAAAAAEU/rA9Xq7ZqOjg/s1600-h/sigur_ros.jpg"><img style="cursor:pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_AIqmGnCEy30/R4EgZx3gq0I/AAAAAAAAAEU/rA9Xq7ZqOjg/s320/sigur_ros.jpg" alt="" border="0" /></a>
<div style="text-align:justify;"><span style="font-size:130%;"><span style="font-family:trebuchet ms;">Una cosa elettrica, diversa, dai <span style="font-weight:bold;color:rgb(51, 102, 255);">Sigur Ros</span>. Dolce melodia di xilofoni seguita da chitarre roboanti che picchiano duro. “<span style="font-weight:bold;color:rgb(51, 102, 255);">Í Gær</span>” significa &#8220;ieri&#8221; e non è un pezzo nuovo. Scritto nel 2000, è stato suonato raramente nei concerti dal gruppo islandese ed è comparso per la prima volta nel doppio album <span style="font-weight:bold;color:rgb(51, 102, 255);">Hvarf-Heim</span>, insieme ad altri inediti e qualche unplugged.</span></span><br /><span style="font-size:130%;"><span style="font-family:trebuchet ms;">Si tratta forse dell&#8217;unico pezzo di progressive rock dei Sigur Ros, una specie di mantra in cui lo xilofono apre e chiude; nel mezzo, nonostante i cambi di ritmo e le trascinanti accelerazioni di chitarra, rimane la fredda malinconia islandese, la dimensione onirica e drammatica di una band unica e mai ripetitiva, dal sound magico come la terra da cui proviene.</span></span><span style="font-size:130%;"><span style="font-family:trebuchet ms;"><br />Una musica fragile e silenziosa anche quando le chitarre prendono il sopravvento, come l&#8217;incredibile silenzio che si può &#8220;sentire&#8221; in Islanda. </span></span><span style="font-size:130%;"><span style="font-family:trebuchet ms;">E quei nomi di canzoni che mi ricordano i cartelli stradali </span></span><span style="font-size:130%;"><span style="font-family:trebuchet ms;">assolutamente irresistibili </span></span><span style="font-size:130%;"><span style="font-family:trebuchet ms;"> ammirati durante un viaggio di alcuni anni fa. Kirkjubæjarklaustur, Landmannalaugar, Solheimahjaleiga. </span></span></p>
<p><span style="font-weight:bold;font-style:italic;font-size:130%;"><span style="font-family:trebuchet ms;">La puoi ascoltare su</span></span><br /><a href="http://www.myspace.com/sigurros"><span style="font-size:130%;"><span style="font-family:trebuchet ms;">http://www.myspace.com/sigurros</span></span></a></p>
<p><span style="font-weight:bold;font-style:italic;font-size:130%;"><span style="font-family:trebuchet ms;">Assolutamente da leggere:</span></span><br /><span style="font-size:130%;"><span style="font-family:trebuchet ms;">Siamo state a Kirkjubæjarklaustur. Viaggio in Islanda.</span></span><br /><span style="font-size:130%;"><span style="font-family:trebuchet ms;">Valeria Viganò</span></span><br /><span style="font-size:130%;"><span style="font-family:trebuchet ms;"> </span></span><br /><span style="font-size:100%;"><span style="font-weight:bold;font-style:italic;font-family:trebuchet ms;">Altri collegamenti:</span><br /><a href="http://www.sigur-ros.co.uk/"><span style="font-family:trebuchet ms;">http://www.sigur-ros.co.uk/</span></a><br /><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sigur_R%C3%B3s"><span style="font-family:trebuchet ms;">http://it.wikipedia.org/wiki/Sigur_R%C3%B3s</span></a></span><br /><span style="font-size:130%;"><span style="font-family:trebuchet ms;"></span></span></div>
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		<title>I topini del grasso gatto</title>
		<link>http://www.quellochesento.it/2007/12/i-topini-del-grasso-gatto/</link>
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		<pubDate>Sat, 01 Dec 2007 19:08:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>joe</dc:creator>
				<category><![CDATA[QuelloCheSento]]></category>
		<category><![CDATA[Laetitia sadier]]></category>
		<category><![CDATA[mice parade]]></category>
		<category><![CDATA[post rock]]></category>
		<category><![CDATA[Shoegaze]]></category>
		<category><![CDATA[stereolab]]></category>

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		<description><![CDATA[ Hei! Aspettate! Anche questa settimana c’è il mio brano preferito: Mice Parade, dall’album omonimo, il pezzo è Tales Of Las Negras arricchito dalla voce di Laetitia Sadier prestata ai nostri dagli Stereolab. Batteria un po’ sgangherata, due bellissime voci, e un finale con una tracimante pioggia di arpeggi. 

Non so cosa centri quel video [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify"><a href="http://bp0.blogger.com/_RHkKLyf-5iw/R1GzBAgdWnI/AAAAAAAAAEc/wxu8sMbEqeU/s1600-R/ScreenShot001.jpg"><img style="float:left;cursor:hand;margin:0 10px 10px 0;" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_RHkKLyf-5iw/R1GzBAgdWnI/AAAAAAAAAEc/jGzi9azBbBQ/s200/ScreenShot001.jpg" border="0" /></a> <span style="font-family:trebuchet ms;font-size:130%;">Hei! Aspettate! Anche questa settimana c’è il mio brano preferito: <span style="color:#3366ff;"><strong>Mice Parade</strong></span>, dall’album omonimo, il pezzo è <strong><span style="color:#3366ff;">Tales Of Las Negras</span></strong> arricchito dalla voce di Laetitia Sadier prestata ai nostri dagli Stereolab. Batteria un po’ sgangherata, due bellissime voci, e un finale con una tracimante pioggia di arpeggi. </span></div>
<p><span style="font-family:Trebuchet MS;font-size:130%;"></span>
<div align="justify"><span style="font-family:trebuchet ms;font-size:130%;"><em>Non so cosa centri quel video ma lo puoi ascoltare qui</em><br /></span><a href="http://www.youtube.com/watch?v=WK4FYh0BrVs"><span style="font-family:trebuchet ms;font-size:130%;">http://www.youtube.com/watch?v=WK4FYh0BrVs</span></a><span style="font-family:trebuchet ms;font-size:130%;"></p>
<p><em>Oppure un pezzettino dal vivo qui (audio scadente)<br /></em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=G1S6f_UPePc">http://www.youtube.com/watch?v=G1S6f_UPePc</a></span> </div>
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