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Sottrazione
Scritto da joe il 07 Feb 2010

KypMalone1 Certo ci vuole un bel coraggio ad intraprendere un progetto solista se si proviene da una delle band più apprezzate del momento. Kyp Malone, uno dei componenti più caratterizzanti dei TV on the Radio ha pubblicato recentemente un album a nome Rain Machine. E’ inevitabile purtroppo fare dei confronti ma se l’è cercata. Rain Machine è un percorso originale rispetto alla casa madre da cui si distanzia pur tuttavia mantenendo una certa assonanza. Un’operazione difficile ma tutto sommato riuscita. Dell’album non mi piace tutto e soprattutto, non mi piace quanto “Dear Science”, devo dire però che uno dei primi brani in scaletta “New last name” è bellissimo: Malone suona tutto da solo, da semplici legnetti che costituiscono per gran parte del pezzo l’unica percussione, alle due chitarre, una che gioca ad acchiapparello con la melodia e l’altra che si avvolge a spirale intorno alla prima con semplici arpeggi. Tutto ruota attorno alla sua incredibile voce nera e molto root, a quel modo quasi percussivo di cadenzare e di sottolineare le consonanti, ai suoi emozionanti falsetti.

Rain Machine e i TV on the radio sono simili ma opposti, sono come due facce di una stessa medaglia, negativo e positivo di una stessa immagine. In contrasto con ciò che avviene nei TV on the radio dove l’aggiunta di vari strati di suono costituisce la trama complessa delle loro canzoni riempendo di suoni tutto il tempo e lo spazio, in questa canzone si fa notare il lavoro di un sapiente Malone che ha saputo limare con attenzione e pazienza tutto il superfluo per fare emergere una bellezza pura ed essenziale.

dark soul
Scritto da joe il 12 Lug 2009

Ho aspettato un po’ a presentarvi l’album Dear Science dei TV on The Radio forse perché con le loro voci calde, con la loro natura soul, con quei ritmi solari mi sembra più adatto all’estate. E’ un gran bel disco Dear Science ed è molto difficile scegliere un brano perché ce ne sono tanti che meritano. Molte canzoni di questo album hanno lo schema del crescendo che sfocia sempre in qualcosa di inaspettato. DLZ ha un bel ritmo break bit e incalza fino a raggiungere una notevole energia nel finale il tutto poi si smorza in un fischiettio e un mantra recitato da un coro di profeti. Ma la cilegina sulla torta sono quei la la la, che contrastano con tutto nella canzone eppure ci stanno bene. Il resto lo fanno dei sapienti inserti elettronici che si notano qui e lì e una grande melodia. Un testo oscuro, nel senso di dark e nel senso di non chiaro, come il titilo del brano. Comunque i temi sono un certo scetticismo nei confronti del progresso e di una scienza assogggettata ad interessi (il titolo dell’album è l’incipit di una lettera o più lettere alla scienza), la guerra, la morte, la fine.

La puoi ascoltare qui

S. O. S.
Scritto da joe il 09 Mar 2008
Durante la sosta in pub di provincia aperto fino a tardi mi scopro ad incantarmi del kitch, e ad osservare avidamente le vite degli altri. Questa volta invece di sentimi ostile a tutto questo voglio entrarci dentro e mangiare i loro cuori e i loro cervelli per capire, per non sentirmi all’improvviso incredulo e tramortito quando arriverà la batosta finale. Ho lanciato i miei SOS, prima di tutto questo, perduti perduti. Sento una valanga di becerume approssimarsi, come farò ad affascinarmi anche a questo? Possono bastare questi miei semini adagiati con cura nelle vostre fertili menti? Possono bastare questi pollini musicali soffiati sui vostri fiori? Temo di no! Per resistere comunque ci possono tornare utili questi suoni ampi e tutto quello che si portano dentro, ed è molto, la fulminante bellezza di un gospel, quello della semplicissima Revival con tutta la carica di sofferenza del testo e la gioia dei suoni. Ancora cori, miei cari.

Cosa rimane del trip hop su soundscapes elettronici dei Soulsavers del primo album, in questo It’s Not How Far You Fall, It’s The Way You Land, pochino, qualche pezzo, ma c’è molto soul, blues, la voce profonda di Mark Lanegan e addirittura una cover del Neil Young da ZUMA, che si poteva evitare: ci ho messo un po’, lo sapete a riconoscerla, nonostante quella canzone sia impressa profondamente nella mia anima, ovviamente la versione originale è insuperabile.

A proposito di comprensione vs odio, di cui parlavo prima. Il titolo dell’album è una citazione dal film “L’odio” di Kassowitz …………… “fin qui tutto bene”

Versione dal vivo con bellissime chitarre: http://www.youtube.com/watch?v=iUuiIZ8RF7g

Il video: http://it.qoob.tv/video/clip_view.asp?id=5473

Il testo di Revival: http://www.lyricsmania.com/lyrics/soulsavers_lyrics_14921/its_not_how_far_you_fall_its_the_way_you_land_lyrics_44123/revival_lyrics_477816.html

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