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Radici
Scritto da joe il 09 Mag 2010

Un pezzo punk oggi nTheHorrorson può certo colpirci per l’originalità, il genere non lascia spazio per questo. Tuttavia anche a distanza di decenni è possibile apprezzarlo se ne coglie lo spirito, un buon pezzo punk ti prende al primo ascolto e scende giù dritto fino ad arrivare alle viscere e ti viene subito voglia di riascoltarlo. The Horrors vengono da Londra, con il loro ultimo album ,Primary colours, hanno dimostrato di saper fare un album che ripesca sonorità punk/new waves senza che il tutto risulti retrò o trito e ritrito. Vi propongo in questo post, New ice age.  il brano più punk dell’intero album ed è il pezzo che a me piace di più. Di quella gloriosa era c’è l’essenza, l’immediatezza, la velocità, l’urgenza, il disagio e la disperazione trasformata in arte. Diciamo che in questo brano tutto concorre molto efficacemente a questo risultato; in più ci sono un’atmosfera particolarmente cupa e un pizzico di shoegaze ad impreziosire.

Umanità elettronica
Scritto da joe il 25 Apr 2010

Led er estOggi voglio presentarvi un un gruppo di Brooklyn che sarà in giro in questi giorni in Italia a Milano, Roma e Napoli.

Si tratta dei Led Er Est un trio che ha fatto uscire il loro primo CD Dust on common per la Wierd, etichetta caratterizzata per le produzioni di elettronica minimale, un genere derivante dalla house e dalla tecno, generalmente strumentale, dalle atmosfere cupe, che rinuncia spesso alla melodia a favore di ritmi ipnotici inducenti ipnagogismo. I Led Er Est sono un esperimento per la stessa elitaria Wierd in quanto, sebbene l’atmosfera complessiva del loro album sia abbastanza cupa, l’effetto non è freddo, la maggiorparte dei brani sono cantati e si colorano di umanità pop. Infine, a differenza di quanto si potrebbe credere, non usano strumentazione digitale. Ascoltatevi la deliziosa Scissors e scoprirete che l’utilizzo di strumentazioni analogiche per produrre suoni elettronici è un’operazione di puro modernariato che ci riporta a certe sonorità anni ottanta, tipo Depeche Mode. Anche allora si parlava di musica elettronica ma questa era suonata senza computer. Forse i Led Er est ci vogliono far riflettere proprio sul fatto che la musica elettronica sia nata prima del massiccio utilizzo dei computer in musica.

Sofisticate calde soffici libranti morbidezze
Scritto da joe il 21 Feb 2010

Il vento freddo ha soffiato forte tutta la notte, ha portato qualche schizzo di pioggia misto a salsedine sui vetri. Ormai è quasi giorno e la sveglia, lo so, tra poco si metterà a urlare e “lì fuori fa freddo”. Indugio ancora un po’ sotto le calde coperte in questo mondo tutto mio. Sarò veramente io ancora per pochi minuti, con i miei pensieri, le persone, con tutto quello che mi è capitato; pochi minuti mi separano da un altro mondo più duro, spietato e grigio in cui stento a riconoscermi o semplicemente non c’è il tempo di pensarci. Accosto gli auricolari alle orecchie e scelgo per questa mia calda nuvoletta di piacere Heart skipped a beat.
Loro sono The XX, Londra o poco più a sud, registrano il loro primo album XX autoprodotto in uno scantinato di notte e quell’atmosfera entra prepotentemente nei brani, mi ricordano gli Stars e non solo per l’utilizzo di voci maschili e femminili dialoganti. Siamo in ambito indie-pop e The XX sono poco più che ragazzini ma hanno studiato musica e hanno preparato questo loro album di debutto con meticolosa cura messa a disposizione dello stile.

Please don’t say we’re done
When I’m not finished
I could give you so much
Make you feel, like never before
Welcome, they said welcome to the floor

It’s been a while
And you’ve found someone better
But I’ve been waiting too long to give this up
The more I see, I understand
But sometimes, I still need you

Sometimes, I still need you (2x)

I was struggling to get in
Left waiting outside your door
I was sure
You’d give me more

No need to come to me
When I can make it all the way to you
You made it clear
You weren’t near
Near enough to me

Heart skipped a beat
And when I caught it you were out of reach
But I’m sure, I’m sure
You’ve heard if before (2x)

Asprezza urgente
Scritto da joe il 11 Giu 2008
Sebbene molti dicano che siano il fenomeno in ambito pop-rock più pompato dai media inglesi del momento, questo non toglie niente alla bellezza delle canzoni dei Foals del loro album di debutto Antidotes. Olympic Airways è tra le altre una perfetta canzone pop, che ti fa muovere la testolina a ritmo. Molti dicono che I Foals cavalcano furbescamente una scia fortunata solcata prima di loro da Battles, !!!, Block party, Tv on the radio (uno di loro li ha prodotti) ma a me Foals piacciono di più dei Battles dei Block party etc etc o anche dei novelli These new puritans. Secondo me le ascendenze sono anche più … più lontane. Anzitutto l’attitudine è punk, ma le nostre orecchie abituate a quelle sonorità non percepiscono più la trasgressività del genere, punk è soprattutto il modo di cantare, “a slogan” urlati, declamati, in alcuni episodi del disco rotti da quella specie di iodel disperato alla Lydon. La musica è ricca e composta da strati soprattutto fatti di chitarre sovrapposte eppure precisamente incastrate tra loro in una poliritmia che ricorda molto funk e r n’b e pertanto i Talking heads dei dischi africani. Ed infine spesso le chitarre s’incantano ripetendo in loop lo stesso riff, e questo crea una sospensione in contrasto con la frenesia dei ritmi e degli arpeggi come succede nella musica minimalista.
Ma è l’immediatezza delle canzoni,
le giovani asprezze della linfa che stillano, la necessità di un’urgenza espressiva, la potenza compatta delle loro perfomances dal vivo a rendere questo esordio davvero imperdibile.

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