Air alternative rock Ambient America Antony Hegarty Baustelle Beirut Belle and Sebastian blues break beat Bristol sound Brooklyn California Canada dancefloor dance music elettro-pop elettronica England folk folk-rock Francia Hip hop Indie Pop Indie Rock inghilterra Irlanda Islanda Italia Jazz london Londra New York pop pop Rock post rock Punk Shoegaze sixties Stati Uniti Talking heads the cure Tom Waits Trip Hop USA
WP Cumulus Flash tag cloud by Roy Tanck requires Flash Player 9 or better.
Un pezzo punk oggi non può certo colpirci per l’originalità, il genere non lascia spazio per questo. Tuttavia anche a distanza di decenni è possibile apprezzarlo se ne coglie lo spirito, un buon pezzo punk ti prende al primo ascolto e scende giù dritto fino ad arrivare alle viscere e ti viene subito voglia di riascoltarlo. The Horrors vengono da Londra, con il loro ultimo album ,Primary colours, hanno dimostrato di saper fare un album che ripesca sonorità punk/new waves senza che il tutto risulti retrò o trito e ritrito. Vi propongo in questo post, New ice age. il brano più punk dell’intero album ed è il pezzo che a me piace di più. Di quella gloriosa era c’è l’essenza, l’immediatezza, la velocità, l’urgenza, il disagio e la disperazione trasformata in arte. Diciamo che in questo brano tutto concorre molto efficacemente a questo risultato; in più ci sono un’atmosfera particolarmente cupa e un pizzico di shoegaze ad impreziosire.
Oggi voglio presentarvi un un gruppo di Brooklyn che sarà in giro in questi giorni in Italia a Milano, Roma e Napoli.
Si tratta dei Led Er Est un trio che ha fatto uscire il loro primo CD Dust on common per la Wierd, etichetta caratterizzata per le produzioni di elettronica minimale, un genere derivante dalla house e dalla tecno, generalmente strumentale, dalle atmosfere cupe, che rinuncia spesso alla melodia a favore di ritmi ipnotici inducenti ipnagogismo. I Led Er Est sono un esperimento per la stessa elitaria Wierd in quanto, sebbene l’atmosfera complessiva del loro album sia abbastanza cupa, l’effetto non è freddo, la maggiorparte dei brani sono cantati e si colorano di umanità pop. Infine, a differenza di quanto si potrebbe credere, non usano strumentazione digitale. Ascoltatevi la deliziosa Scissors e scoprirete che l’utilizzo di strumentazioni analogiche per produrre suoni elettronici è un’operazione di puro modernariato che ci riporta a certe sonorità anni ottanta, tipo Depeche Mode. Anche allora si parlava di musica elettronica ma questa era suonata senza computer. Forse i Led Er est ci vogliono far riflettere proprio sul fatto che la musica elettronica sia nata prima del massiccio utilizzo dei computer in musica.
Il vento freddo ha soffiato forte tutta la notte, ha portato qualche schizzo di pioggia misto a salsedine sui vetri. Ormai è quasi giorno e la sveglia, lo so, tra poco si metterà a urlare e “lì fuori fa freddo”. Indugio ancora un po’ sotto le calde coperte in questo mondo tutto mio. Sarò veramente io ancora per pochi minuti, con i miei pensieri, le persone, con tutto quello che mi è capitato; pochi minuti mi separano da un altro mondo più duro, spietato e grigio in cui stento a riconoscermi o semplicemente non c’è il tempo di pensarci. Accosto gli auricolari alle orecchie e scelgo per questa mia calda nuvoletta di piacere Heart skipped a beat. Loro sono The XX, Londra o poco più a sud, registrano il loro primo album XX autoprodotto in uno scantinato di notte e quell’atmosfera entra prepotentemente nei brani, mi ricordano gli Stars e non solo per l’utilizzo di voci maschili e femminili dialoganti. Siamo in ambito indie-pop e The XX sono poco più che ragazzini ma hanno studiato musica e hanno preparato questo loro album di debutto con meticolosa cura messa a disposizione dello stile.
Please don’t say we’re done When I’m not finished I could give you so much Make you feel, like never before Welcome, they said welcome to the floor
It’s been a while And you’ve found someone better But I’ve been waiting too long to give this up The more I see, I understand But sometimes, I still need you
Sometimes, I still need you (2x)
I was struggling to get in Left waiting outside your door I was sure You’d give me more
No need to come to me When I can make it all the way to you You made it clear You weren’t near Near enough to me
Heart skipped a beat And when I caught it you were out of reach But I’m sure, I’m sure You’ve heard if before (2x)