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Sono seduto sul lettino di uno psicanalista antipatico, un freudiano frustrato che fa domande frustranti. Vuole ipnotizzarmi e lo vuol fare con la musica. Tentativi falliti, poi mette su il nuovo dei Massive Attack, alzo la testa lo guardo e gli dico che non ci riuscirà mai. Arriva questa Splitting The Atom, questa base elettronica sporca, questo ritmo viaggiante, lo guardo ancora e gli dico che potrebbe cantarla anche Leonard Cohen. Chiudo gli occhi. Comincio a parlare lentamente di nubi, di fuochi, di pezzi di vetro, di cose che fanno male e di cose che fanno bene, di inutili tramonti in riva al mare, di secchi in cui mettere la testa, di libri bruciati, del suono di un sax nel cuore della notte. Lo psicanalista freudiano non capisce ma non importa. Lui ascolterà finchè avrò qualcosa da dire e io parlerò finchè ascolterò questa musica.
Massive Attack – Splitting The Atom (featuring Robert del Naja, Grant Marshall, Horace Andy) (da Heligoland)
a maggio è uscito un bel dischetto, praticamente ignorato dalla stampa italiana. Where we are album di debutto dei My Toys Like Me. Loro fondamentalmente sono un duo: Frances Noon vocalist e front-woman di notevole presenza scenica e da Laslo Legezer all’hardware e al software. Siamo in ambito pop-tronica, Trip-hop, ogni brano è un’invenzione sonora con spunti molto originali su cui si stende la personalissima voce di Frances con venature jazz e tendenze insane. Consigliamo All over my face anche se tutto il disco merita.
La puoi ascoltare qui
Dopo un decennio circa, i nomi più importanti del Bristol Sound si sono rifatti vivi. Così anche Leila Arab in arte Leila, astro minore e un po’ tardivo del Trip Hop, ha fatto ritorno con l’album Blood, looms and blooms e questo appare più grande dei suoi inizi. Il beat interrotto di quell’epoca si riconosce solo a tratti, più evidenti sono le bizzarrie elettroniche lanciate in più direzioni o forse prelevate da più situazioni. Non a caso l’etichetta è la mitica Warp. Ma si sa qui parliamo di canzoni, e allora dallo scrigno scegliamo Daisies, cats and spacemen cantata dalla sorella di Leila, Roya. Del Trip Hop riconosciamo l’andamento sinuoso ed elegante come l’incedere di una pantera in una giungla di notte. Non so perché gli eccessi d’eleganza a me appaiono ridicoli, non so se riesco a comunicare questa mia particolare opinione estetica. Forse per questo mi piace questo pezzo, questo incedere è quasi impercettibilmente incidentato, ha qualcosa di strano, di meccanico, di non completamente naturale, forse a causa della folla di alieni oggetti sonori che vagano nel brano. Voglio attribuire a questo la volontà di non prendere troppo sul serio tutta questa eleganza, di aggiungere un pizzico d’ironia se non altro per renderla più credibile, o meno ridicola. La puoi ascoltare qui anche se il video non centra niente: http://video.google.it/videosearch?q=leila+daisies&hl=it&emb=0&aq=f#
La puoi ascoltare qui http://it.youtube.com/watch?v=iRANMwVvKTE&feature=related